Primi amori by Umberta Telfener;

Primi amori by Umberta Telfener;

autore:Umberta , Telfener; [Telfener, Umberta ]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Psicologia, Intersezioni
ISBN: 9788815366726
editore: Societa editrice il Mulino Spa
pubblicato: 2021-08-15T00:00:00+00:00


5. Contro la fusione

Ho scelto di usare la parola «amicizia» per mettere in guardia dalla necessità che alcuni sentono della fusionalità nella coppia, dell’appiattimento sull’uguale, un mito romantico radicale in cui è l’uno che trionfa, perché i partner annullano le differenze per raggiungere un’unità semplificata. Che pericolo quello di pensare di dover essere costantemente in collegamento sia fisico che mentale! Che pericolo quando ognuno dei due pensa di portare in braccio l’altro. Esistono in una coppia attimi di condivisione e sintonia miracolosi in cui ci si sente «noi», che devono rimanere tali – durante il sesso, in momenti emotivi speciali, di fronte alla vastità di un tramonto, uniti da un’esperienza particolare di gioia o di dolore – perché permettono momenti di comprensione totalizzante senza perdere la propria individualità.

Se è bello sentirsi sulla stessa lunghezza d’onda, sono contraria a coltivare la fantasia di fondersi in una figura mitologica un po’ mostruosa. L’aspirazione all’annullamento, ad essere accuditi da una «grande madre» (l’innamoramento) dalle braccia ampie, che ci avvolge, è regressivo e annulla il desiderio e la curiosità. L’intersoggettività si fonda, invece, sulla reciproca esistenza, su momenti di vicinanza e altri di distanza, su momenti di contatto e altri di separazione. La bilancia del rapporto non è in equilibrio: a volte ci si ritrova alla pari, altre in posizione d’inferiorità o superiorità. E va bene così, diffidiamo dei rapporti in cui i ruoli si mantengono sempre uguali nel tempo, perché c’è una grande differenza nelle relazioni nel tempo e tra gli amori ricambiati e quelli a senso unico.

La fusione è sempre negativa? È il tentativo di uno o di tutti e due di sconfiggere le differenze a favore di un’identità unica. Le ricerche sostengono che in fase di innamoramento si continua a pensare al partner in una sorta di limerence (ultrattaccamento), di ossessione amorosa[3]. Questa aspirazione all’unità può quindi essere accettabile in una primissima fase dell’incontro, quando si sperimentano la ricerca di un’autonomia dal mondo – che non fa provare né fame né sonno – e la regressione in una bolla di reciprocità. Presto, però, devono essere definiti i confini personali che si affiancano e danno forma alla sensazione di trovarsi in un magma indifferenziato.

Imparare a coniugare individuo e relazione è fondamentale, perché la parola stessa «rapporto» lascia intendere una correlazione che non è statica né uguale nel tempo, ma diversa in momenti differenti.

Leggete bene il racconto di Nando, 21 anni, e cercate tra le righe il suo bisogno di controllo e di fusione: «Mi sono innamorato di Lia quando avevamo 17 anni tutti e due. Io penso che l’amore sia intensità e fusione per cui ho insistito sempre che fossimo insieme sulla stessa barca, a contatto fisico costante. Ambedue sentiamo esattamente come sta l’altro, c’è una sovrapposizione reciproca. Mi offende se Lia si distrae, per questo preferisco se stiamo a casa, insieme noi due. Lavoro nei computer come programmatore da casa, lei la mantengo io, la spesa ce la facciamo arrivare. Stiamo nella nostra tana la maggior parte del tempo, perché l’amore è bastarsi.



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