2020-07-27 23:24:37.525075 by Unknown

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autore:Unknown
Format: epub


8. Il lavoratore orizzontale

Lo storico dell’architettura Sigfried Giedion, che condivideva pur senza saperlo molti degli elementi della filosofia Playboy, sosteneva l’idea secondo la quale “il modo di sedersi rappresenta la natura profonda di un periodo storico”. Nel gennaio del 1958, Playboy pubblica l’insolito articolo “Hollywood orizzontale: il grido di guerra di uno sceneggiatore verticale. Il mio regno per un divano”, nel quale annuncia una mutazione storica determinata da un nuovo modo di sedersi.153 Il giornalista Marion Hargrove fa conoscere la corrispondenza, apparentemente privata ma in realtà fittizia, tra William T. Orr, produttore esecutivo della Warner Brothers Tv a Hollywood, e vari scrittori di cinema. Il confronto, carico di ironia, tra le voci che si esprimevano a favore e contro la “verticalità” è basato su criteri architettonici ed economici che permettono di opporre un nuovo tipo di produttore, il “lavoratore orizzontale”: scrittore di successo e uomo d’affari urbano, al suo contrario, il lavoratore “verticale” e “rigido”. Sotto l’egida del precetto: “ Godete del vostro lavoro”, l’orizzontalità è concepita come la nuova etica antiweberiana del capitalismo, nella quale il lavoro e il sesso rappresentano le due principali variabili intercambiabili di un’unica equazione per il successo economico e vitale del soggetto della società nordamericana del consumo e dell’abbondanza, posteriore alla Seconda guerra mondiale. La verticalità è intesa qui come una patologia soggettiva e un’epidemia culturale, zavorra di un altro sistema di produzione (sicuramente il fordista) che comincia a disarticolarsi a beneficio di un miglior adattamento ai cambiamenti di un capitalismo più onnivoro che, come vedranno bene un po’ più tardi i critici operaisti italiani, aspira ad allargarsi alla “produzione immateriale”:154 informazione, conoscenza, affetto e piacere sono qui le nuove forze produttive. Uno sceneggiatore si confessa con Orr: “Con penosa preoccupazione ho ricevuto recentemente lamentele perché la mia scrittura si fa sempre più verticale [...] vuol dire che scorre rigidamente fino a raggiungere la fine della pagina senza riuscire in nessun momento a rompere quella gabbia. Questa critica mi lascia scioccato ma sfortunatamente sono incapace di confutarla. La scrittura verticale è un tema di primissima importanza che non dovremmo lasciar cadere. È una malattia che deve essere curata appena appaiono i primi sintomi... Il fatto inevitabile, signore, è questo: la scrittura orizzontale si può sviluppare solo in posizione orizzontale, quindi sulla scrivania o sul freddo linoleum. Alcuni funzionari della nostra piccola organizzazione stanno facendo sforzi costanti e coraggiosi per eliminare l’insidiosa verticalità e per questo mettono a disposizione dello scrittore questo indispensabile strumento di lavoro: il divano”.155

In realtà, per Hefner, la scrittura e il design di Playboy non erano iniziati da un divano ma da ancora più in basso: dal pavimento. Nel suo appartamento di Hyde Park, la superficie del pavimento della cucina e del salotto gli era servita sia come tavolo da lavoro sul quale appoggiare le sue immagini sia come spazio per il divertimento. Secondo Hefner: “Il tappeto era come una scrivania gigante. Quando mi incontravo con artisti, disegnatori e scrittori, strisciavamo per il pavimento mentre guardavamo il nostro lavoro”.156 Quando gli



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