Grazia Deledda - Il Flauto Nel Bosco by AN

Grazia Deledda - Il Flauto Nel Bosco by AN

autore:AN [AN]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Letteratura Italiana
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


32

- Dio volesse. È che proprio gli anni ci sono: il segreto è che ho vissuto sempre qui, nella mia casa e nel mio podere, come le donne della Bibbia, secondo la legge di Dio, sempre lavorando oggi per domani e prevedendo ogni cosa. Ho preveduto sempre quello che doveva succedere, facendo di tutto per scongiurare i malanni; e se questi venivano lo stesso, li accolsi come ospiti, sgraditi ma sempre ospiti. Così non ho sofferto troppo: o se ho sofferto, poiché non sono di pietra, ho sempre detto a me stessa: Palmina, qui si tratta di credere che sei una donna di fegato, e di superare te stessa: e mi sono superata. Così, a sedici anni mi hanno fatto sposare un uomo anziano, che non mi piaceva ma era ricco. Io dico a me stessa: Palmina, hai sedici anni e lui quarantotto: morrà bene trent'anni prima di te, e tu potrai riprendere marito; uno che ti piaccia e abbia la tua età o magari qualche annetto di meno... Mio marito è morto vecchio, però, grazie a Dio, vecchio come Matusalemme: aveva novantasei anni. Capirà, mia signora, io non ero più in età di maritarmi: ma chi ci pensava più, del resto?

Ed ho pianto mio marito, perché mi ero abituata, sfido, dopo tanti anni, a volergli bene.

- E figli?

- Ne ho avuti due: due maschi, perché, le femmine non mi vanno: troppo incerto è il loro avvenire; possono venir sedotte, o abbandonate dal fidanzato o maltrattate dal marito. Due maschi, che ho allattato io, perché i figli non si affezionano se non succhiano il latte materno; e li ho tirati su bene, sempre con loro addosso come la mia stessa carne: tutti i pensieri a loro, tutte le previdenze per loro. Uno ha studiato, l'altro, com'era nostro desiderio, accudiva in casa e al podere. Era un bel ragazzo, forte, docile. E non trova la serva che lo ammalia, che si fa fare un figlio da lui e pretende poi di essere sposata e far lei da padrona? La caccio via a bastonate, e mai più piede sudicio di serva è entrato in casa mia; ma il ragazzo non l'abbandona, e un brutto giorno parte con lei per l'estero. Dopo, l'ha sposata. Da tempo non so più nulla di loro, e lui non s'è fatto vivo neppure per reclamare l'eredità del padre: so però che ha fatto fortuna, e questo mi consola.

- E l'altro?

Un'ombra appannò la lucida serenità del suo viso di lacca: un'ombra di sdegno più che di dolore, come se dentro ella protestasse contro quest'altro non preveduto inganno del destino.

- È morto in guerra.

E forse per far tacere le voci interne e le parole di inutile conforto che le si potevano porgere, riprese subito: - È morto da valoroso, e il Duca stesso lo afferma in una lettera che mi scrisse personalmente. Lei, dice, può sentirsi orgogliosa di essergli madre. E

orgogliosa mi sento; ma oramai non mi resta che di andarmene anch'io: ci rivedremo tutti nell'altro mondo, e questo è un calcolo che non falla.



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