La vita ironica by Luciano Zuccoli

La vita ironica by Luciano Zuccoli

autore:Luciano Zuccoli
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2023-07-17T00:00:00+00:00


IN QUATTRO.

All'amico avv. Guido Spinelli.

Il treno si fermò improvvisamente sotto la tenebrosa galleria. I viaggiatori si guardarono inquieti, perchè in quel mese erano avvenuti già due scontri sulla linea; alcuni si affacciarono allo sportello, guatando a destra e a sinistra, sebbene l'oscurità fosse profonda e imperscrutabile, e da uno scomparto all'altro si domandarono notizie; le voci echeggiarono distinte e metalliche.

− Non vorrei…. − disse Carlo Cordiani al giovane che gli sedeva di fronte. − Non vorrei ci fosse qualche guasto alla macchina. Quando viaggio io, c'è sempre qualche guasto….

− Se almeno ci dicessero che cosa avviene, − mormorò una signora, dall'angolo ove s'era raggomitolata.

− Speriamo che abbian fatto i segnali perchè qualche treno non ci raggiunga, o non ci prenda di faccia, − osservò il giovane, Stefano Dolfi.

− Si va o si resta? − gridava qualcuno dallo scomparto attiguo….

− Veramente non dovrebbero passare altri treni sulla linea, a quest'ora, − disse Carlo Cordiani, che nel frattempo aveva sfogliato l'orario alla luce incerta della lampada pènsile. − Ma se si ferma, ancora molto, io discendo.

− Discendo anch'io, − esclamò la signora, dall'angolo.

− Aspettino, aspettino, − disse Cesare Dolfi. − Non si vede nemmeno ove mettere i piedi. Possono trovarsi sull'altro binario e farsi del male.

Un quarto viaggiatore ch'era in quello scomparto, a fianco di Carlo, stava silenzioso e immobile, stringendo nervosamente le mani; poi accese una sigaretta e parve rassegnato ad aspettare.

− Si va? Non si va? Dobbiamo dormire qui? − seguitava la voce dello scomparto attiguo: e il suo tòno beffardo irritava Carlo che se ne stava con l'orario in una mano e il cronometro nell'altra.

− Non la finisce questo seccatore col si va o non si va? − esclamò egli. − Dopo tutto, non è passato ancora un minuto…. sarà, come le dico: un guasto alla macchina; appena salgo in un treno, paf, si guasta la macchina e bisogna fermarsi.

− Ohe, si va? o non si va? − tonò la voce nella galleria, formidabilmente.

− Auf! Perdio, ma è un imbecille, costui! − disse Carlo Cordiani; e alzandosi presto come glielo permetteva la sua corpulenza andò allo sportello e cacciata fuori la testa nell'oscurità profonda, rispose forte: − Si andrà quando si dovrà andare: Lei stia zitto.

− E Lei chi è! − chiese la voce beffarda. − È il capo-treno? Ascolti, signor capo-treno: io ho pagato un occhio questo viaggio e voglio viaggiare a comodo mio, non a comodo loro. Ha capito?

− Le dico di star tranquillo, − rispose Carlo Cordiani, aggrottando le sopracciglia, benché sapesse che il suo viso non si vedeva. − Si metta a sedere e aspetti anche Lei come gli altri….

− Volevo sapere soltanto se si va o non….

− Auf! Perdio!

− …. o non si va! La si pacifichi, signor capo-treno….. Gli è una curiosità innocua: generalmente ci si mette in treno per andare; ma se Lei mi dice che stavolta ci siam messi in treno per restare, io non fiato più….

− C'è un guasto alla macchina, − disse Carlo Cordiani autorevolmente. − Ora ripartiamo.

La voce non rispose, e Carlo dopo un istante ritirò la testa dal finestrino e tornò a sedere.



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