D come donna, C come CEO by Sabina Belli

D come donna, C come CEO by Sabina Belli

autore:Sabina Belli [Belli, Sabina]
La lingua: ita
Format: epub
editore: ROI
pubblicato: 2019-12-14T23:00:00+00:00


Impatto

L’osservazione dei diversi comportamenti nell’ambito del lavoro – e i test di psicologia del lavoro come quello del McClelland o il vmi (Values and Motives Inventory) l’hanno messo bene in evidenza – mi ha convinto che ciascuno di noi è spinto da una motivazione principale, che sia il potere, che sia l’affiliazione, che sia il successo. Io non sono assolutamente animata dalla volontà di esprimere il mio management attraverso una forma di autorità e status, quindi il potere non è la mia motivazione principale: quello che mi spinge e mi stimola moltissimo è ciò che il management americano chiama il doer, cioè quello che fa, che agisce.

Banalmente io amo ricevere a casa gli amici, fare la spesa, cucinare i vari piatti, apparecchiare la tavola e creare un’atmosfera e sono soddisfatta quando vedo il risultato dei miei sforzi. Nel lavoro mi succede esattamente la stessa cosa: mi piace studiare la strategia e poi, così come accade per il pranzo, mi ripaga vedere ciò che il mio lavoro comporta, l’esito che ne sortisce. In pratica, l’impatto che il mio lavoro ha generato. Questo a me pare l’elemento più gratificante di qualsiasi altra motivazione, perché ha davvero un’influenza sul risultato. Alla fine della giornata quello che conta è come io, come competenza individuale e come gruppo al quale appartengo, riesca ad avere un impatto su un problema e soprattutto sulla sua soluzione positiva.

L’impatto è misurabile sempre, a tutte le ore, in tutti i giorni, in tutti gli anni della propria carriera e rinnova giorno dopo giorno l’interesse per ciò che si fa.

Mi sento onorata quando i giovani collaboratori mi chiedono un consiglio per scegliere tra diverse proposte di lavoro, diversi tipi di carriera, diversi percorsi professionali: la mia riposta è che personalmente sceglierei sempre quello in cui il mio impatto è misurabile, perché verificare che gli sforzi, le riflessioni, l’impegno si sono concretizzati in un cambiamento positivo mi mette in pace con me stessa.

Impatto, influenza, risultato per me sono sinonimi; al contrario avere un ruolo di grande visibilità in termini di status, di autorità, di potere, ma poi impattare pochissimo nella propria società, nel conto economico, nel prodotto da sviluppare mi sembra poco soddisfacente. Il mio consiglio è quindi sempre quello di misurare l’impatto che il vostro ruolo può avere e non sottovalutare il fatto che anche le funzioni più semplici o meno visibili di un organigramma possono avere un impatto significativo: iniziative personali, gesti, intuizioni possono produrre un cambiamento.

L’impatto è misurabile con una serie di indicatori (kpi o Key Performance Indicators) che nelle aziende vengono scelti tra i più rilevanti e adeguati al proprio business per capire come gli investimenti e le strategie influenzino il risultato; ma anche a livello personale è possibile fissare i propri indicatori. Per esempio, quando si ci si trova in un’impasse di comunicazione è ovvio che nella relazione c’è qualche cosa che non funziona e va modificato. Si può allora provare a correggere il proprio comportamento e poi misurare l’impatto per verificare se l’empatia è maggiore o no.



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.