Denaro by Charles Péguy

Denaro by Charles Péguy

autore:Charles Péguy [Péguy, Charles]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788899271114
editore: Piano B
pubblicato: 2015-02-23T23:00:00+00:00


Mi trovavo da un anno in questa piccola scuola elementare annessa alla nostra Scuola Normale, quando il signor Naudy fu nominato direttore; veniva da un altro capoluogo meno importante dove aveva trascorso forse una decina d’anni. Credo che fosse il 1881. Era un uomo di profonda cultura, che aveva fatto gli studi secondari e che aveva senz’altro studiato legge. Come molti altri si era, per così dire, gettato a capofitto nell’insegnamento elementare subito dopo la guerra, quando era grande il bisogno di una ricostruzione civica, alla quale, in definitiva, dobbiamo la rinascita della Francia. Altri che avevano fatto come lui, fecero una grande carriera temporale. Ma al signor Naudy stava a cuore costruire, non fare una carriera temporale. Aveva la tempra del fondatore, così bella e di cui si ebbero molti esempi agli inizi della terza repubblica. Confesso che questa Scuola Normale era una cosa davvero straordinaria, nella quale noi eravamo come piccoli pupilli; era giovane, fiammante, funzionava bene. Il giardino era ordinato come una pagina di grammatica e dava quel senso di perfetta soddisfazione che solo una pagina di grammatica può dare. Gli alberi erano allineati come giovani esempi. (Con solo qualche piccola eccezione, quelle necessarie per confermare la regola.) (Li ho rivisti. Non si sa come, ma questi alberi hanno oggi quarant’anni.) Ci siamo ritornati all’epoca del liceo, quando, ormai liceali, facevamo sempre delle gare sportive con i giovani della Normale. Perché anche lo sport era stato appena inventato, ed era stata fondata anche quest’altra istituzione. Ma quest’argomento mi porterebbe a fare un discorso complesso.

Il signor Naudy venne così da noi come direttore generale. Ufficialmente dirigeva solo la Scuola Normale. Ma il suo straripante attivismo non poteva ignorare, né trascurare, la filiale. E si accorse di me. Ma così parlerei con leggerezza. Per me fu maestro e padre. Ho detto prima che era l’uomo al quale dovevo di più: fu lui a farmi entrare in sesta20.

Il figlio della borghesia che entra in sesta con la stessa scioltezza con cui si abitua ad avere dei domestici, e con lo stesso spirito, non può immaginare quale bivio dovesse essere per me passare o non passare in sesta. E che grande cosa fu entrarci. Ero già partito, avevo già ripiegato sull’altro indirizzo, ero perduto, quando il signor Naudy, con quell’ostinazione dei fondatori, con quella specie di brusca durezza che faceva di lui un modello e un maestro, riuscì a recuperarmi e a mandarmi in sesta. Dopo la licenza elementare mi avevano inserito, intendo dire che mi avevano messo alla scuola “primaria superiore” di Orléans21 (quante scuole, ma bisogna pur studiare), che allora si chiamava scuola professionale. Il signor Naudy mi riprese, se posso dirlo, per i capelli, e con una borsa comunale mi fece entrare in sesta a Pasqua, nell’ottima sesta del signor Guerrier. Deve studiare il latino, aveva detto: è la stessa frase vigorosa che oggi risuona vittoriosamente in Francia, di nuovo, da qualche anno. E che significò per me essere ammesso in quella sesta: la sorpresa, la novità di



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