Dimagrire con la psichiatria by Giorgio Villa

Dimagrire con la psichiatria by Giorgio Villa

autore:Giorgio Villa [Villa, Giorgio]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: dimagrire;psichiatria;Giorgio Villa;118;
editore: Exorma edizioni
pubblicato: 2018-01-30T09:42:22+00:00


F22.0 Disturbo Delirante di Grandezza [297.1]

«SEI MESI?» «SEI ME? SÌ»

Fummo chiamati, verso sera, a piazza della Libertà dal 118 per quella che sembrava una lite fra barboni ma, quando ci dissero che la chiamata riguardava Maurizio, comprendemmo che la questione era più complicata.

Anzitutto non si trattava di barboni, bensì di un gruppo di rumeni che avevano occupato una villa ottocentesca abbandonata, villa Mozzanti, proprio dietro via Teulada.

Sapevamo che Maurizio vi si era rifugiato due anni prima quando aveva abbandonato la sua casa, un appartamento ampio e luminoso vicino a piazzale Clodio, ricevuto in eredità dal padre.

La sua enorme capacità di accumulare rifiuti e soprattutto vecchi giornali, riviste, libri usati, ma anche volantini pubblicitari e carta stampata di ogni genere aveva fatto sì che la casa ne fosse del tutto ingombra.

Pur disponendo di una discreta somma in banca, Maurizio aveva cessato di pagare le bollette e, quindi, tutte le utenze erano state interrotte. Alla fine Maurizio era stato costretto a dormire in piedi, nel corridoio dell’ingresso, dal momento che tutto l’appartamento era pieno di carta fino ai soffitti. Dormiva fra due pareti cartacee, avvolgenti, ma precarie. Alla fine, era accaduto l’irreparabile. Uno smottamento interno aveva determinato un crollo definitivo che aveva bloccato l’apertura, da fuori, del portoncino di ingresso.

Da quel momento, Maurizio aveva cominciato a vagare come un barbone, visto che lì c’era “la sua anima congelata”.

Nessuno riusciva a capire come mai avesse questa smodata passione per la carta stampata, cosa la spingesse, dovunque andasse, ad accumularla.

Anche lì, a villa Mozzanti, in poco tempo aveva costruito una sorta di pedana fatta di carta straccia e di libri vecchi alta un paio di metri, sulla quale si arrampicava per trascorrervi la notte.

Purtroppo, da qualche mese, era arrivato un gruppo di rumeni dediti ad attività poco chiare. Poco a poco lo spazio di Maurizio si era ridotto sempre più fino a che era stato del tutto espulso. Quella sera aveva tentato di riconquistare il suo spazio e, a tal fine, si era portato un secchiello di cenere “benedetta” con la quale aveva cercato di tracciare delle croci sulle fronti dei rumeni quasi fossero dei vampiri. I rumeni dapprima, forse per superstizione, si erano spaventati, ma poco dopo avevano cominciato a picchiarlo. Per fortuna era intervenuta una pattuglia dei carabinieri e, poi, era arrivata l’ambulanza.

Maurizio ha poco più di cinquant’anni ed è sempre stato un personaggio sui generis, come si suole dire. I capelli radi e lunghissimi e la barba da predicatore gli conferiscono un aspetto da profeta, quasi mistico.

Tanti anni fa si è interessato anche di cinema e ha avuto parti di figurante in una serie di film diventati “di culto”; ad esempio compare fugacemente, ma intensamente, nel celeberrimo Non ci resta che piangere (Italia, 1984) di e con Benigni e Troisi.

Nei nostri Servizi per la Salute Mentale Maurizio è sempre passato come per caso e solo una volta era stato ricoverato, ma non si ritrovava più la cartella clinica e lo psichiatra che lo aveva in cura era andato da tempo in pensione.



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