Colazione da Tiffany by Truman Capote

Colazione da Tiffany by Truman Capote

autore:Truman Capote
La lingua: ita
Format: mobi, epub, azw3
editore: Garzanti
pubblicato: 2011-01-20T23:00:00+00:00


« Eccola : la ricercata ! » tuonò Madame Spanella, dilagando nel bagno e puntando un dito prima su Holly e poi sulla mia nudità. « Guardate ! Guardate che razza di prostituta è ! » Il poliziotto maschio pareva imbarazzato da Madame Spanella e dalla situazione; ma una maligna soddisfazione deformò il volto della sua compagna, che calò una mano su una spalla di Holly e disse, con voce sorprendentemente infantile: «Venite sorella. Dobbiamo andare in tanti bei posti. » Al che Holly replicò, gelida : «Non toccatemi con quelle mani da serva, lesbicaccia bavosa ! » Questo mandò piuttosto fuori dai gangheri la signora, che schiaffeggiò Holly, terribilmente forte. Così forte che la testa le girò sul collo e la bottiglia di linimento le volò di mano e andò a fracassarsi sul pavimento a piastrelle; e io, uscendo dalla vasca per partecipare al litigio, finii con i piedi sui cocci, rischiando di spiccarmi entrambi gli alluci. Nudo, lasciandomi dietro una scia di impronte rossastre, seguii l'azione fino all'anticamera. « Ricordati di dar da mangiare al gatto, » riuscì a ordinarmi Holly, mentre gli agenti la spingevano giù per le scale.

Naturalmente, credevo che tutta la colpa fosse di Madame Spanella: più di una volta si era appellata alle autorità per lamentarsi di Holly. Non pensai nemmeno che la faccenda potesse avere dimensioni minacciose finché quella sera Joe Bell non comparve sventagliando un fascio di giornali. Era troppo agitato per parlare in maniera coerente; mentre leggevo gli articoli girava intorno alla stanza picchiando i pugni l'uno contro l'altro.

Poi domandò: «Credete che sia vero? Che lei avesse realmente qualcosa a che fare con quella sporca faccenda? »

« Be', sì. »

Si infilò una pastiglia in bocca e, fulminandomi con uno sguardo, si mise a masticarla come se stesse stritolando le mie ossa. « È una bella porcheria, ragazzo. E dite di esserle amico! Che razza di animale siete ! »

« Un momento ! Non ho detto che sia stata coinvolta consapevolmente! Non ne sapeva nulla, lei. Ma comunque lo ha fatto. Trasmetteva messaggi e che so io... »

« Ve la prendete piuttosto calma, non vi pare? Gesù, potrebbe buscarsi dieci anni. E .anche di più. » Mi strappò di mano i giornali. « Conoscete i suoi amici, voi. Quei tipi pieni di soldi. Venite giù al bar. Cominceremo a telefonare. La nostra ragazza ha bisogno di un avvocato più in gamba di quelli che posso permettermi io. »

Ero troppo indolenzito e sconvolto per vestirmi da solo; Joe Bell dovette aiutarmi. Quando fummo nel bar, mi sistemò nella cabina telefonica con un Martini triplo e un bicchiere da cognac pieno di spiccioli. Ma non riuscivo a immaginare chi potessi chiamare. José era a Washington, e non avevo la minima idea di dove raggiungerlo. Rusty Trawler? No, non quel porco! C'era una cosa però: quali altri suoi amici conoscevo? Forse aveva avuto ragione lei quando aveva detto di non averne, non amici veri.

Chiamai Beverly Hills, Crestview 5-6958, il numero che l'ufficio informazioni delle interurbane mi aveva dato per O.



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