Il caso Mortara by Daniele Scalise

Il caso Mortara by Daniele Scalise

autore:Daniele Scalise [Scalise, Daniele]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Mondadori
pubblicato: 2023-03-07T12:00:00+00:00


In ostaggio

Nei cinque mesi passati ai Catecumeni, Edgardo avrà come compagni due altri piccoli sventurati che con lui hanno in comune l’origine ebraica e il destino di convertiti per obbligo. Si tratta di Giuseppe Siorni di Costantinopoli e di Luigi Serpetti di Roma.12

Giuseppe è figlio di Mercò Moscovik e di Velli Arcner, cittadini ottomani, e ha alle spalle una storia romanzesca dove i profumi dell’Oriente si dissolvono a contatto con i miasmi dell’Inquisizione. La madre diciottenne, «toccà da particolare impresso della grazia», è fuggita dal marito, portando con sé in Siria un figlio di ventun mesi in fin di vita. La donna, in un momento di smarrimento, lo fa battezzare. Giunta a Roma, con l’aiuto dei preti entra ai Catecumeni, riceve anche lei il battesimo e, come si legge in un documento custodito nell’Archivio Segreto Vaticano, «desiderando di fare una vita più perfetta, ottiene di vestire l’abito religioso delle Suore del Sacro Cuore che hanno cura delle neofite. Il figlio poi dell’età ora di sette anni compiuti, ha la sua educazione presso il Sig. Rettore, finché all’età di nove anni, i quali compiuti, entrerà nel Collegio di Propaganda Fide, ove ha ottenuto un posto gratuito dalla Eccellentissima famiglia Barberini».

Vicenda non meno inquietante quella del piccolo Luigi Serpetti, ebreo romano e figlio di Moisè Di Cori e Sara De Rossi. Il padre è un «musico», sempre in viaggio all’estero. Con la moglie Sara, il figlioletto Luigi di otto mesi, e le due figlie Regina e Virginia, vengono rinchiusi nella Casa dei Catecumeni il 7 gennaio 1855. «La madre ostinata non volle abbracciare la religione di G[esù] C[risto]» mentre il padre e i figli acconsentirono a farsi battezzare. Non cedendo alle lusinghe e alle minacce della Chiesa, alla madre viene tolta la prole, essendone ritenuta non più degna. Per soprammercato viene accusata di avere «abbandonato» il più piccolo ancora lattante, ora svezzato da una balia cristiana. «Cresciuto il fanciullo e conosciutosi che l’educazione che riceveva presso la Balia non era a portata dell’indole del fanciullo, il quale è di svegliatissimo ingegno. A mal’in cuore della detta sua Balia, fu con ordine dei Superiori locali fatto ritornare ai Catecumeni ove di presente si trova affidato alle cure del Sig. Rettore che l’istruisce e l’educa.»

L’8 dicembre del ’58 Edgardo viene trasferito nel Collegio di San Pietro in Vincoli sull’Esquilino, diretto dai Canonici Regolari Lateranensi. Il papa, in un primo momento, aveva pensato di sistemarlo presso i Gesuiti ma dovette presto rinunciarvi «per non porger pretesti di polemiche alla stampa antipapale».13

Anche se i seguaci del Loyola non godono di ottima reputazione, Pio IX è rimasto però colpito dalla fermezza con la quale hanno difeso la Santa Sede in occasione dell’affare Mortara. Noti per l’acceso antigiudaismo, i Gesuiti (e i Francescani prima di loro), alla fine del XVI secolo, avevano finito per adottare il principio della «purezza del sangue»: chi avesse voluto entrare a far parte dell’ordine doveva dimostrare di avere un albero genealogico «pulito» da ogni traccia di ebraicità.14 Tuttavia Pio IX preferisce mettersi al



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