Il club dei lettori assassini by Carlos García Miranda

Il club dei lettori assassini by Carlos García Miranda

autore:Carlos García Miranda [Miranda, Carlos García]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788851176037
editore: DeA Planeta
pubblicato: 2019-09-15T22:00:00+00:00


19

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La biblioteca di Filologia era piena di studenti che preparavano gli esami. Quando entrò nella sala insieme ad Angela, Sebas abbassò la voce per non farsi sentire.

«E così è stata Eva a dirti che qualcuno scriveva un romanzo su Wattpad, ispirato a quello che abbiamo fatto. Perché non ce l’hai raccontato? Potrebbe essere lei l’autrice!»

«Non vi ho detto niente proprio per questo motivo. Avreste subito pensato tutti che Eva fosse TheClownUCM.»

«Be’, ne ha tutta l’aria…»

«No, invece ha tutta l’aria di nascondere qualcosa. Qualcosa che riguarda Rai. Eva gestisce un blog di letteratura, Mery Read. Io ero una sua follower.»

«Quel nome mi dice qualcosa… Non c’è un racconto di pirati con una che si chiama così?»

«Non lo so, ma è il suo pseudonimo su Internet. E Rai manda mail sul deep web a un indirizzo con quel nome.»

Sebas inarcò le sopracciglia per la sorpresa.

«E vuoi chiedere tutto questo direttamente a Eva? Se per caso è lei il pagliaccio, o una sua complice, non mi sembra una buona idea.»

«Cercheremo di scoprire dove stava ieri sera. Lei si fida di me. Proverò a parlarle senza far capire che ho dei sospetti.»

Per Sebas quella era una pessima idea, così fu sollevato nel vedere che dietro il banco non c’era la ragazza. Angela allora chiese al bibliotecario.

«Eva sta facendo un tirocinio con orari compatibili con i suoi corsi» spiegò, prima di andare a mettere via dei libri.

«Che si fa?» chiese Sebas.

Rimasero qualche istante in silenzio. Angela vide la porta con la scritta ARCHIVIO e si ricordò quando si era imbattuta in Eva, di colpo.

«Dobbiamo entrare lì dentro.»

«Perché?»

Approfittando dell’assenza del bibliotecario, s’intrufolarono nell’archivio.

«Mi vuoi dire cosa ci facciamo qui? C’è solo carta e polvere…»

Angela provò a dirglielo mentre camminavano tra gli scaffali di ferro. Ispezionarono ogni angolo, ma trovarono soltanto riviste accademiche, tesi di dottorato e documenti amministrativi.

«Che strano. Qui non c’è nessun’altra porta, ma Eva è apparsa come dal nulla…» Giunta all’ultimo scaffale sentì una corrente d’aria fredda tra le caviglie.

«Aiutami» disse a Sebas.

Spostarono lo scaffale e scoprirono che quel corridoio continuava. Era pieno di casse. Benché non fosse illuminato, s’intuiva che proseguiva dopo l’angolo.

«Quanti gialli hai letto? Sei forte a seguire le piste…»

«Entriamo?» gli chiese Angela anche se aveva già deciso.

«Non so se Stephen King ha scritto un romanzo con una strettoia simile, ma non promette niente di buono.»

Pur avendo molta paura lei accese la torcia del cellulare e si avventurarono per quel lungo passaggio.

Angela era davanti ma teneva stretto il polso di Sebas. Finirono per intrecciare le dita delle mani, un gesto che in qualsiasi altro momento sarebbe risultato troppo intimo per due amici. A ogni passo che facevano, il numero delle casse impilate sui due lati diminuiva, mentre aumentavano l’odore di umidità e il suono del vento, imprigionato tra pareti sempre più strette. Le tastavano, mentre Angela illuminava il passaggio con il cellulare. Avanzavano lentamente, a piccoli passi per la paura.

«Parlami del tuo libro preferito» le disse Sebas.

«Cosa?»

«Questo passaggio attraverso la biblioteca mi ricorda il film Tesis di Amenábar, quando la protagonista Angela e il suo compagno di studi Chema s’infilano in un corridoio come questo.



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