Il Metodo To Doro. Il Dono. by Stefanos Xenakis

Il Metodo To Doro. Il Dono. by Stefanos Xenakis

autore:Stefanos Xenakis [Xenakis, Stefanos]
La lingua: ita
Format: epub
editore: RIZZOLI LIBRI
pubblicato: 2021-04-16T12:00:00+00:00


IL TERZO INCOMODO

Circolano ovunque. In macchina. In metropolitana. Per strada. Camminano senza voglia, sembrano figure in bianco e nero. Come bambole a molla. La testa bassa. Accigliati. Lo sguardo sulla punta delle scarpe. Nel timore di incontrare qualcuno. In mano l’immancabile telefonino. O, se sono più giovani, gli auricolari nelle orecchie. Sembrano usciti da un film di Angelopoulos.

In metropolitana sembra che stiano andando a un funerale. Ancora peggio se è lunedì o il tempo è brutto o entrambe le cose. Se per caso li sfiori, apriti cielo. Di lasciare il posto a chi ne ha bisogno neanche a parlarne. Mors tua vita mea.

Le eccezioni non mancano, ovviamente. Ma sono poche. Come quando la mattina apri appena le imposte per lasciar entrare i raggi del sole.

Purtroppo per loro, nelle grandi metropoli estere le cose vanno persino peggio. Sguardo inchiodato sullo schermo del telefonino. Che non lo distogli neanche a cannonate. Pollice in piena attività di servizio. Auricolari infilati nelle orecchie della maggior parte delle persone.

Un corteo di nuvolette nere nere. Ognuno ha la sua. Più fedele persino di un cane. Ti segue ovunque. Sulle scale, in ascensore, in macchina. Lassù, in alto, quasi tutte le nuvolette si uniscono l’una con l’altra trasformandosi in una nube opprimente. Una nube emotiva. Tossica. La più tossica di tutte.

Anche se non è soltanto colpa loro, una buona dose di responsabilità ce l’hanno i telefoni cellulari. Quante volte iniziamo a chiacchierare con qualcuno e a un certo punto una chiamata interrompe la conversazione. O sul più bello ecco l’immancabile bombardamento di messaggini. Tu sei lì che pendi dalle sue labbra, e il tuo interlocutore è altrove. Neanche tu, però, ti comporti molto diversamente. Perché anche se non te lo rigiri costantemente tra le mani, è al telefonino che continui a pensare. Ci svolazzi intorno, come un’ape intorno al fiore.

Siete a pranzo. Il tuo commensale va in bagno. Non riesci a darti pace. Prendi in mano l’apparecchio. Una buona scusa è sempre facile da trovare. Sto aspettando un messaggio, una mail, mi è venuta voglia di dare un’occhiata alle ultime notizie. Sciocchezze. Sei telefonino dipendente, come la maggior parte delle persone. La dipendenza più subdola di tutte. Che purtroppo comincia presto. Già da bambini.

Più la tecnologia progredisce mettendoci a disposizione colori e applicazioni sempre più sofisticate, più noi ci chiudiamo nella nostra caverna hi-tech. Sprofondando inesorabilmente.

Solo che la nostra caverna è in bianco e nero, e odora di muffa. Il risultato è che non siamo mai contenti. Né degli altri né di noi né della vita.

Il dono più grande

che possiamo fare ai nostri cari

è la nostra presenza.

Essere con loro quando siamo con loro.

Si tratta del dono più prezioso di tutti. Spegni il telefonino. Dimenticatene. Vedrai la tua vita cambiare. La mattina, al risveglio, prima di accenderlo, abbraccia il tuo compagno o la tua compagna.

Se è il compleanno di un tuo amico, chiamalo anziché inviargli un messaggio.

Quando sei con il tuo compagno o la tua compagna, guardatevi negli occhi.

Quando sei con il tuo compagno o la tua compagna, fate in modo di essere soli.



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