La cristianità in frantumi by Mark Greengrass

La cristianità in frantumi by Mark Greengrass

autore:Mark Greengrass [Greengrass, Mark]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Biblioteca Storica Laterza
editore: Editori Laterza
pubblicato: 2020-07-15T00:00:00+00:00


La politica della Riforma luterana

La minoranza protestante degli Stati si trovò davanti a un arduo compito. Benché l’imperatore rimanesse lontano dai territori tedeschi nel corso degli anni 1530, la sua autorità nel nord e nell’ovest fu rafforzata attraverso i Paesi Bassi. Nell’ovest, era rafforzata anche dal cattolicesimo dei duchi di Lorena e della contea asburgica di Borgogna. E più a sud, giovò alla causa cattolica la rivalità dei Wittelsbach di Baviera (cattolici), usciti consolidati quando il duca Ulrico (convertito al luteranesimo) fu reinsediato nel suo ducato di Württemberg nel 1534. I signori territoriali tedeschi rimanevano legati alla concezione dell’impero e fedeli all’imperatore come garante della stabilità politica e dell’ordine nel Reich. Solo a poco a poco la diffusione del protestantesimo fra la nobiltà fece cambiare l’equilibrio delle forze.

La Lega di Smalcalda, costituita nel 1531 dalla minoranza delle entità territoriali protestanti, rappresentò una novità nella politica imperiale: un allineamento confessionale transregionale con un proprio tesoro, proprie truppe, proprie assemblee e, alla fine degli anni 1530, una propria politica estera. I capi più saggi continuavano a pensare che le divisioni dell’impero fossero temporanee, e che sarebbero state risolte intorno a una Chiesa tedesca moderatamente riformata. Quest’ultima sembrava l’opzione più credibile per coloro che consideravano il recupero dell’unità politica come un prerequisito per il progresso su altri fronti. Per questo teologi, giuristi e diplomatici si incontrarono per discussioni dentro o intorno alle Diete di Augusta (1530) e di Ratisbona (1541) e in vari altri colloqui intermedi. Ma tutti gli incontri fallirono, con una pioggia di reciproche recriminazioni. Solo gradualmente divenne chiaro che i principi e le città tedesche dovevano fare una scelta a favore o contro la Riforma.

L’imperatore Carlo V, spinto all’azione dallo scenario internazionale e anche da una lega cattolica di principi tedeschi, cercò di fermare lo strisciante avanzamento del luteranesimo facendo ricorso alla forza militare. In quale momento esattamente prese quella decisione non è chiaro, ma il terreno fu preparato dalla successione del duca Maurizio alla Sassonia Ducale nel 1541. Il suo approccio deciso galvanizzò i cattolici dell’impero e intensificò le preoccupazioni della Lega di Smalcalda, che attraversava un momento di debolezza. La bigamia di Filippo d’Assia inficiò le sue pretese di ergersi a paladino dei doveri cristiani dei principi. Un attacco congiunto su Brunswick-Wolfenbüttel da parte dell’Assia e della Sassonia Elettorale svuotò la loro cassa comune. La convocazione da parte del papa di un concilio generale della Chiesa da celebrarsi a Trento nel 1545 pose termine agli sforzi di cercare una soluzione regionale alle divisioni dell’impero con un concilio nazionale. Soprattutto, la Pace di Crépy (settembre 1544) diede a Carlo l’assicurazione di cui aveva bisogno che la Francia non sarebbe intervenuta a fianco della Lega di Smalcalda.

La campagna militare lanciata dall’imperatore contro i protestanti fu accuratamente pianificata e brillantemente eseguita. Carlo si assicurò il sostegno della Sassonia Ducale e della Baviera promettendo a entrambi l’Elettorato. Inoltre, offrì un matrimonio tra il figlio del duca Guglielmo di Baviera e una delle sorelle di Ferdinando, e (al duca Maurizio) l’amministrazione delle lucrative diocesi di Magdeburgo e Halberstadt.



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