Secretum by Massimo Franco

Secretum by Massimo Franco

autore:Massimo Franco [Franco, Massimo]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Solferino
pubblicato: 2024-03-15T00:00:00+00:00


SPELLMAN, IL «COMMISSARIO» DI ROMA NEGLI USA

Secondo lei anche questo arrivo di Spellman è legato a quella vicenda o no?

Non strettamente legato, però...

Perché era giovane, allora, Spellman.

Giovanissimo, doveva avere trentasei anni; però assumere minutanti di lingua inglese fu un passo diverso, inedito. Normalmente i minutanti della Segreteria di Stato erano italiani, francesi, qualche tedesco, molto raramente si avevano di lingua inglese. E, in questo caso, al massimo erano irlandesi. Ora compariva un americano. È una piccola novità. Si può dire che sono tanti piccoli tasselli che portano a segnali di un cambiamento di attenzione nei confronti del mondo statunitense. Spellman diventa una creatura «romana», tant’è vero che poi nel 1932 verrà nominato vescovo e consacrato nella Basilica Vaticana dall’allora cardinale Pacelli. Ma segna anche uno spartiacque.

Rimane in curia per sette anni?

Resta sette anni, che non sono pochi.

E impara anche l’italiano?

Già lo aveva imparato un po’ da studente. Ma a Roma necessariamente lo affina. Parla bene l’italiano, e nel ’32 torna negli Stati Uniti come vescovo ausiliare di Boston, non gradito dal vescovo cardinale di Boston, William O’Connell, che non amava avere un ausiliare: soprattutto questo ausiliare mandato da Roma.

Lo vedeva come una sorta di commissario del papa?

Sì, e forse addirittura come una spia di Roma. Possiamo dire che il vecchio cardinale di Boston O’Connell aveva un cumulo di problemi di gestione della diocesi. Non era una novità, potremmo dire, per quel mondo. Era soprattutto anziano. Però non voleva lasciare ad altri. E da Roma gli mandarono questo giovane ausiliare, glielo imposero. È poco più che quarantenne, ma per la media ecclesiastica comunque sempre giovane. E questa presenza non venne molto gradita, ma il cardinale la dovette ingoiare.

Da cosa si deduce che non fosse gradita? Ci sono dei documenti?

È ampiamente documentato. Un po’ nelle nostre carte, ma anche nelle carte degli Affari Ecclesiastici Straordinari ci sono prove di questo contrasto: il rifiuto iniziale ad averlo, il tentativo di emarginarlo. Ma Spellman invece si prese più potere, se lo prese da sé, sapendo di avere le spalle coperte da Roma, e quindi anche dal delegato apostolico.

Spellman già allora aveva rapporti con Pio XI e col futuro Pio XII? Chi erano i suoi protettori a Roma?

Inizialmente credo che il suo «protettore» fosse il cardinale Fumasoni. Pietro Fumasoni Biondi, prefetto della Congregazione di Propaganda Fide, fu delegato apostolico negli Stati Uniti fino al 1932. Era stato anche docente, in precedenza, all’Urbaniana, quindi Spellman lo conosceva. E Fumasoni era anche uno dei pochi cardinali di curia anglofoni: era un’eccezione all’epoca; in genere i porporati erano francesi, spagnoli, tedeschi. Ma gli anglofoni erano pochi. Fumasoni parlava correntemente l’inglese. Anzi, aveva perfino un leggero slang americano, secondo qualcuno. Ma soprattutto Spellman conosceva direttamente monsignor Domenico Tardini, che lo aveva avuto alunno all’Urbaniana, e anche monsignor Borgongini Duca: due amicizie fondamentali. Inoltre, conobbe molto bene monsignor Giuseppe Pizzardo. Credo che avesse conosciuto anche Pacelli, nel corso di qualche periodo di vacanza di Pacelli a Roma, perché non dobbiamo dimenticare che nel periodo degli anni Venti il futuro papa Pio XII era nunzio a Monaco di Baviera.



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.