Storia della tecnologia by Luisa Dolza;

Storia della tecnologia by Luisa Dolza;

autore:Luisa, Dolza; [Dolza, Luisa ]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Storia, Universale Paperbacks il Mulino
ISBN: 9788815363749
editore: Societa editrice il Mulino Spa
pubblicato: 2020-08-15T00:00:00+00:00


Ora il termine «meccanico», indicante un uomo di grande ingegno, specialmente in campo militare, è un vocabolo onorato, e permette eterna memoria, vivitur ingenio. Dal Monte, nel rivalutare l’importanza della figura del tecnico, sottolinea la necessità di unire la pratica alla teoria per ottenere risultati: «in somma questa è cosa sicurissima, che la pratica con la theorica vanne sempre insieme», scrive nel 1580 al veneziano Giacomo Contarini, e l’«esperienza» deve confrontarsi con la «demostrazione».

Si trattava di un argomento di piena attualità in quegli anni, che godrà dell’attenzione di Galileo Galilei. La teoria antica dei pesi e delle forze, della bilancia e della leva, della vite (la coclea) e della taglia (troclea o macchina a ruota), della ruota e del cuneo, doveva essere esperita dunque anche nella concretezza dell’ideazione degli strumenti, attraverso il disegno. In un’altra lettera, indirizzata, qualche mese dopo, sempre a Contarini, Guidobaldo dice: «nelle quali parole io non so come mi fare a vedere quanti circoli del verme entrano nel diametro del maschio: mi farà somma gratia di mandarmene un essempio con li numeri, acciò io possa intender la ragion [...], acciò si possa venir in cognitione della demostratione»: l’esempio è più facile a capirsi se non è espresso solo a parole. Pigafetta lavora alacremente per la traduzione del difficile testo di Guidobaldo, chiedendo spesso consiglio all’autore, da alcuni visto come il vero traduttore, per offrire al pubblico una versione che renda onore e credito alla disciplina che «a gran ragione fu ella dai filosofi e dai re antichi stimata degna di laudi singolarissime».

Il nobile vicentino si interessa della meccanica, delle forze moventi perché la «scienza della meccanica giova sommamente a molte e importanti azioni della nostra vita» ed è al centro degli interessi di alcuni personaggi chiave dell’epoca come Giulio Savorgnano. Quest’ultimo, sovrintendente dell’artiglieria e delle fortificazioni della Serenissima è, come scrive Pigafetta, «a pieno informato di tutta la scienza del mover peso infinito con poca forza, & tiene in casa sua molti e vari stromenti». A Savorgnano, Pigafetta dedica la sua traduzione in italiano delle Mecaniche di Guidobaldo Dal Monte, e, nel 1586, il Discorso intorno alla historia della Guglia, dotto preambolo al cantiere che Sisto V stava per affidare all’architetto Domenico Fontana. Di passaggio tra una missione e l’altra, scusandosi per una trattazione troppo superficiale e frettolosa inficiata da «questa fretta che mi spinge a incamminarmi in questo pellegrinaggio», Pigafetta entra nella polemica sullo spostamento dell’obelisco situato presso il lato sinistro di San Pietro e si schiera a fianco del giovane Fontana.

Uno dei simboli della Roma dei Cesari – sulla sua guglia, narra la leggenda, erano conservate le ceneri di Cesare –, una delle immagini più conosciute e riprodotte tra i monumenti della Roma antica, negli anni Ottanta, con un’abile strategia non solo tecnica, l’obelisco di Cesare diventa l’obelisco vaticano, uno dei simboli della controriforma e del rinnovamento urbano di Sisto V. Lo spostamento dell’obelisco è un argomento in cui si riassumono molti dei temi tratteggiati finora e nella cui celebrazione è possibile leggere l’apogeo di un’epoca con tutte le sue contraddizioni.



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