Attacco all'Occidente by Mario Farneti

Attacco all'Occidente by Mario Farneti

autore:Mario Farneti [Mario Farneti]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2013-11-26T23:00:00+00:00


L'M42 tentò di disimpegnarsi, ma non poté evitare di essere investito dall'esplosione di un proiettile da 120, caduto a pochi metri, che mandò in frantumi il cingolo di sinistra. Una raffica di mitragliera da 20 mm colpì infine il vano motore, da cui si alzò una nuvola di fumo nero.

- Abbandoniamo il carro. Stanno ricaricando! - Landini e gli inservienti si precipitarono fuori, sfidando i colpi di mitragliera che, inesorabilmente, spazzavano il terreno.

- Il generatore di Dardo Invisibile è ancora in funzione. Non scappate. Possiamo tentare di colpirlo!

Tebaldi si piazzò sulla torretta del carro e brandeggiò il cannone elettromagnetico. Azionò la leva di comando del generatore e mirò in direzione di Pugaciov.

L'arma elettromagnetica divenne fluorescente, emettendo un forte ronzio. Il gigantesco mezzo nemico avanzò di pochi metri e si fermò di colpo, mentre un riverbero verdastro si diffondeva nell'aria.

Il console Tebaldi cadde a terra, si sollevò con difficoltà, e percorse alcuni passi, cercando di allontanarsi, poi strinse la testa tra le mani e cadde ancora.

I mezzi corazzati erano divenuti entrambi incandescenti. Tebaldi giaceva a terra, immobile.

Lo Squadrone Lupo, sopravvenuto nel frattempo, dovette fermarsi a

distanza di sicurezza per recuperare i tecnici sopravvissuti.

Sassi scese dal carro di testa e tentò di correre in soccorso del comandante, che non dava più segni di vita.

L'incandescenza, emanata dai due mezzi corazzati, si espanse, prendendo la forma di una semisfera, che si dissipò in una frazione di secondo, emettendo un lampo di luce accecante.

Quando Sassi fu in grado nuovamente di vedere, dal carro nemico erano scesi tutti gli occupanti, una decina di uomini, che si aggiravano disorientati per il campo di battaglia.

I loro corpi erano ancora avvolti dalla fluorescenza verdastra e, fatto incredibile, sembravano trasparenti come fantasmi.

Anche su Tebaldi, che si era sollevato da terra, si manifestava lo stesso, sconcertante fenomeno.

Sassi lo chiamò e l'uomo cercò d'individuare l'origine della voce.

- Console, sono Sassi. Da questa parte, presto!

Tebaldi si voltò ed allungò il braccio verso di lui. Sassi lo imitò e stava quasi per toccarlo, quando un'espressione di dolore s'impadronì del volto dell'uomo. Tentò di parlare, ma invano. Un ultimo, assordante ronzio si propagò nell'aria, finché il corpo del console Tebaldi svanì nel nulla, insieme con quelli dei carristi sovietici.

Un silenzio cupo aleggiò su quel paesaggio martoriato, mentre una folata di vento gelido sibilava sulle carcasse dei due carri, sollevando refoli di polvere.

Ma fu solo questione di attimi. Una lunga serie di esplosioni accolse

l'arrivo dello squadrone corazzato italiano che fu investito da una tempesta di fuoco, proveniente da una potente forza corazzata sovietica che stava contrattaccando, cercando di respingere le avanguardie italiane dalla periferia di Mosca.

Sassi tentò di raggiungere, sul suo semovente, la carcassa di Dardo

Invisibile, ma il fuoco di sbarramento non gli consentì la manovra.

Sparò un colpo di cannone contro l'M42,perché non cadesse intatto

nelle mani dei nemici, ma il proiettile, rimasto inesploso, rimbalzò sulla corazza e finì lontano.

Non potendo più mantenere la posizione, dovette ritirarsi.

Quando, una settimana dopo, le armate italiane entrarono vittoriose a Mosca, non c'era più traccia di Dardo Invisibile, né del super-carro sovietico.

Di essi non si seppe più nulla.



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.