De Luca Erri - 2002 - Montedidio by De Luca Erri

De Luca Erri - 2002 - Montedidio by De Luca Erri

autore:De Luca Erri [De Luca Erri]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Fiction, General
ISBN: 9788807940941
Google: zkaSgd4nGQsC
editore: Feltrinelli Editore
pubblicato: 2002-10-16T22:00:00+00:00


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A bottega mast' Errico ci legge sul giornale la notizia di un signore

che porta la nominata di iettatore e che per disperazione decide di

buttarsi dalla finestra e va a cadere addosso a un povero sfortunato

che sta passando in quel punto. Il passante muore e lo iettatore,

che s'è iettato, si rompe due costole. "Guagliò, chiste so'

nnummere," dice, bisogna giocarli a lotto e intanto va a toccare il

corno rosso che sta appeso all'ingresso della bottega. Rafaniello

borbotta uno scongiuro nella lingua sua e sputa in terra. A casa mia

la superstizione non è entrata, babbo dice che è cosa di donne,

mamma dice che sono fesserie e che gli uomini sono più fissati

delle femmine. Noi, dice mast' Errico, già siamo vivi per sbaglio e

campiamo di nascosto a Dio, ci manca pure l'occhio che guarda

storto, che porta invidia e siamo rovinati. Da noi non si trova uno

che dice a un altro: "Beato a te", passa subito per iettatore se a

quello capita qualcosa di male. Prende una storta al piede e gira la

colpa a quello che gli ha detto la frase. E così comincia la nominata.

Rafaniello dice che al paese suo il malocchio si dice "anóre".

Ricorda che sua madre era bella, le facevano i complimenti pure

quando era incinta e lei se li teneva, non faceva scongiuri, e così l'è

nato il figlio gobbo. In casa la rimproveravano, se diceva "cananó-

re" il figlio nasceva sano. L'occhio invidioso sciupa, dice mast'

Errico.

Don Liborio si spaventa pure del buon augurio. La settimana di

ferragosto chiude la tipografia e se ne va a respirare aria sul

Malese. Mentre sta caricando la valigia sul taxi per andare alla

corriera incontra don Fernando, quello delle pompe funebri, che gli

manda i clienti per gli avvisi di lutto e è pure buon amico suo.

Quello vede la valigia e gli dice: "Don Libò, fate buon viaggio", e

don Liborio risponde: "Grazie, ma io non parto, sono appena

arrivato , scarica la valigia dal taxi e se ne torna a casa. E partito il

giorno dopo. Lui stesso l'ha raccontato a mast' Errico che la sera ha

visto la tipografia aperta e gli ha chiesto com'è che stava ancora in

città. "E ppe fforza, comme partivo co' augurio d o schiattamuorte?"

Poi mast' Errico ha levato di mezzo il giornale e le chiacchiere e ha

fatto un suo scongiuro da falegname: "San Giusè, passace 'a

chianozza", per dire: passaci sopra la pialla, a questi discorsi.

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