Half Bad by Sally Green

Half Bad by Sally Green

autore:Sally Green [Green, Sally]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788858665886
editore: Rizzoli
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


N 0.5.

È un tatuaggio nero. Quello sulla caviglia è uguale.

Eccola qui la designazione a Incanto Bianco. Per loro sarò sempre mezzo Nero.

Mi curo la mano e il dito. Il dolore svanisce. Stessa cosa con la caviglia e il collo. Lentamente il sapore metallico scompare e arriva il ronzio. Mi piego e guardo i tatuaggi sul mignolo. Tre piccoli e neri N 0.5.

Mi serve un piano.

La luce è accesa, così mi possono osservare. Resisto alla tentazione di guardare verso la telecamera.

Ho ancora il chiodo in bocca. Mi mordo forte la guancia e lo tiro fuori con i denti e la lingua, poi facendo finta di pulirmi le labbra lo prendo con la mano sinistra. Forzare le manette non è difficile, anche se devo riuscirci senza farmi vedere. Mi tengo le manette, ma adesso sono aperte.

Ora devo entrare nella parte.

Comincio a tremare e agitando le gambe faccio il verso di uno che soffoca e mi afferro la gola. Mi basta andare avanti così per venti secondi ed ecco che arriva il rumore di un chiavistello tirato. Rotolo sul pavimento e mi blocco, ma faccio finta di avere ancora la mano destra ammanettata al letto. Ho gli occhi aperti, ma me li copro con il braccio.

Le gambe e l’orlo del camice di Mr Wallend corrono verso di me; deve essere davvero spaventato. Gli stivali neri di una guardia si fermano invece vicino alla porta della cella.

Mr Wallend si china su di me e io lo trascino giù, gli mollo un pugno in faccia, salto in piedi e gli tiro un calcio nelle palle.

Arriva la guardia e mi afferra il braccio. Gli tiro un calcio sul ginocchio. Sento un crac, la guardia lancia un grugnito e cade all’indietro, ma ha le braccia lunghe e non mi molla. Mi tira giù con lui e io giro su me stesso rotolando su un fianco, così da potergli colpire di nuovo il ginocchio. Con una mano mi stringe di più il braccio, e con l’altra mi tira un pugno, prendendomi di striscio all’orecchio. Gli giro intorno e gli mollo un calcio in faccia. La presa sul braccio si allenta e dopo un altro calcio riesco a staccarmelo di dosso. Rimane giù, immobile. E lo stesso Mr Wallend.

Mi alzo ed esco, faccio scorrere la porta e chiudo con il chiavistello.

E poi, ancora con le mani sul chiavistello, mi appoggio contro la porta, sconvolto da quanto è stato facile. Mi sento l’orecchio pulsare al ritmo col cuore. Lo curo.

Se c’era qualcuno a guardare nella telecamera, ormai dovrebbe essere già qui.

Vado a sinistra, passo davanti alla stanza 2C e poi giro a destra, via dalla cella e su per i gradini di pietra. Prendo il corridoio di sinistra, quello da cui mi hanno portato giù, e ancora non arriva nessuno. Faccio scorrere piano piano la porta in fondo al corridoio e sbircio dentro. C’è un altro corridoio, che mi sembra vagamente familiare, ma sono un po’ tutti uguali. Lo attraverso veloce, supero un cortile interno, e questo l’ho già visto di sicuro, ma non so dove porti.



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