IL MARZIANO IN SOFFITTA by Frederik Pohl

IL MARZIANO IN SOFFITTA by Frederik Pohl

autore:Frederik Pohl [Pohl, Frederik]
Format: epub, mobi
ISBN: Softbook-000034
editore: SoftBook
pubblicato: 2009-03-27T04:04:56+00:00


Uscì dalla stanza con la mente annebbiata. Come unico indumento aveva una salvietta attorno alle reni, ma se ne rendeva conto a malapena. I suoi vestiti erano stati portati via e riposti chissà dove. Il turista che fra poco avrebbe preso possesso del suo corpo, avrebbe scelto abiti di suo gusto. Il negozio di abbigliamento era una delle filiali più redditizie dell'Agenzia Turistica.

Riemerse con un sobbalzo dal suo stato di torpore, mentre scopriva cos'era la "stretta".

Un paio di muscolosi inservienti lo misero su un lettino, gli tolsero l'asciugamano, aprirono le manette e le gettarono via. Mentre uno lo teneva saldamente per le spalle, l'altro cominciò a girare una serie di volani che fecero scendere dall'alto vari segmenti metallici, modellati a forma d'uomo. Era come se lo stessero chiudendo in un sarcofago a incastro. Pulcher venne assalito da brani di ricordi di storie della sua infanzia: massicce pareti che si avvicinavano, vittime stritolate inesorabilmente. — Ehi, fermi! — gridò. — Cosa state facendo?

L'uomo che gli teneva le spalle disse con aria annoiata: — Non preoccuparti. E' la prima volta? Dobbiamo tenerti fermo, capisci? Il rilevamento è un lavoro delicato.

— Ma…

— Adesso sta' zitto e rilassati — disse l'uomo con fare persuasivo. — Se ti agiti mentre il rilevatore ti sta analizzando, potresti rivoluzionare la tua personalità. E poi potresti anche danneggiarti il corpo, e allora rischiamo che ci facciano causa, capisci. Ai turisti non piacciono i corpi danneggiati. Vince, sistemagli le gambe, che io penso alla testa.

— Ma… — ripetè Pulcher, poi, con uno sforzo, si rilassò. Dopo tutto, era solo per ventiquattr'ore. Poteva sopportare qualsiasi cosa per ventiquattr' ore, ed era stato attento a firmare solo per quel periodo. — Fate pure — disse. — E' solo per ventiquattr'ore.

— Come? Ah sì, certo. Adesso spegniamo la luce. Fa' bei sogni.

Qualcosa di morbido ma di molto solido gli scese sulla faccia.

Sentiva il suono soffocato delle voci. Poi la sensazione di uno strappo brusco, come se venisse ripescato da una sostanza appiccicosa in cui si trovava immerso.

Poi il dolore.

Pulcher urlò. Non servì a niente. Non aveva più una voce per urlare.



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