Nei sobborghi di un segreto by Marisa Bulgheroni

Nei sobborghi di un segreto by Marisa Bulgheroni

autore:Marisa Bulgheroni [Bulgheroni, Marisa]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Il Saggiatore
pubblicato: 2023-05-29T22:00:00+00:00


La guerra – un luogo obliquo

Mentre Emily monologa, non per conquistare l’ascoltatore, come le accadeva nell’adolescenza, ma per preservare ai suoi stessi occhi un’identità certa, Higginson assume, nel novembre 1862, il comando del primo reggimento della Carolina del Sud, composto interamente di schiavi neri liberati. Per una nuova oscillazione del pendolo, il letterato cede il passo al «colonnello Higginson», alto e marziale, lunga barba, lunghi capelli neri e lisci, occhi chiari.

Tutti gli uomini di Emily – il padre, il fratello, Wadsworth, Bowles – sono autorevoli e impenetrabili, incrinati, dentro, da qualche indicibile catastrofe – come lei, imperterrita nel dire e nel dirsi, non è.

Emily si avventura, nelle lettere al nuovo precettore, in dichiarazioni di poetica: «Quando mi pongo come protagonista dei miei versi, non intendo parlare di me, ma di una persona fittizia», o: «Non uso mai consciamente un colore mescolato da altri»; ma, mentre aspetta impaziente i commenti di lui, Higginson scompare, non risponde, non domanda. Finché, allarmata, Emily non spalanca gli occhi su un teatro vuoto: «L’ho offesa in qualche modo, signor Higginson? Mi dirà come?» gli scrive il 6 ottobre 1862.

Quando, nel gennaio 1863, lo Springfield Republican dà notizia delle imprese del «Colonnello», Amherst ha già sepolto – «così come era sul campo di battaglia, berretto in testa e spada al fianco» – il suo primo giovane eroe: Frazar Stearns, figlio del rettore del College e grande amico di Austin, colpito al cuore il 14 marzo 1862 a Newbern, nella Carolina del Nord. La Guerra civile, prima esperienza americana della morte di massa, ha già varcato i confini dello spazio domestico. Austin lo ha appreso dalla voce del padre: «Frazar è caduto al fronte» – una manciata di sillabe che la mente si ripete fino a ottundersi – e ha contagiato Emily del suo sbigottito dolore. Lei si rivolge subito a Bowles perché aiuti Austin a liberarsi di quel peso, di quel gelo: «Caro amico, gli insegni a superare quelle parole di piombo». E lei stessa tenterà di scioglierle pronunciandole, straniate dall’occasione, in uno dei suoi concisi monologhi drammatici: «Non suona più così tremendo – ora – come in passato / Mi provo a ripassarlo – “morto”, cervello, “morto” – / Traducilo in latino – relitto della scuola – / Non sembra stridere, costretto in una regola…», dove la guerra, taciuta, equivale, per chi parla, soldato caduto o amico in lutto, a un crimine: «E scoprirai che il delitto / lo indossi – come un abito perfetto!».

Nel febbraio 1863 a Higginson, che ormai sa al fronte, Emily scrive dalla sua inesorabile postazione mentale:

Mi sarebbe piaciuto vederla prima che divenisse improbabile. La guerra, a me, sembra un luogo obliquo… Ho scoperto che lei se ne era andato per caso, come scopro che se ne sono andati i sistemi e le stagioni dell’anno e non ne trovo la causa – ma suppongo che sia un tradimento del progresso che, al suo passaggio, distrugge… Se lei dovesse sperimentare l’immortalità prima di ricevere questa lettera, chi mi informerà dello scambio? Se



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