Suore che si comportano male by Craig A. Monson

Suore che si comportano male by Craig A. Monson

autore:Craig A. Monson [Monson, Craig A.]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Il Saggiatore
pubblicato: 2022-11-27T23:00:00+00:00


«Esemplare nella vita, comoda di renddita, et anche di straordinaria attività»50

Molto presto a Santa Maria degli Angeli, alla Curia diocesana e a Pavia avrebbero avuto cose peggiori di cui preoccuparsi. Nel 1655 migliaia di soldati franco-savoiardi assediarono la città, mentre forze allo sbando saccheggiavano la campagna. Dopo quasi due mesi, quando alla fine l’esercito spagnolo della Lombardia ruppe l’assedio, carestia e peste non cessarono.

I registri di Santa Maria degli Angeli ricompaiono nel gennaio 1657. Negli anni di quelle traversie, la comunità si era ridotta da ventiquattro persone ad appena tredici. Senza le ragazze, allontanate nel 1652, e con la moratoria della Sacra congregazione alle ammissioni, nessuna giovane faceva professione, e intanto la vecchia generazione a poco a poco si estingueva. Nel 1657 le condizioni di vita al convento erano ormai diventate così proibitive che una monaca di nome suor Anna Domitilla Chini scrisse alla Sacra congregazione: «Non possono osservare la regola monastica e vivere in essa».51

Come Angela Aurelia Mogna prima di lei, questa Chini, monaca professa dal 1647, voleva svignarsela, ma sperava di riuscirci attraverso i canali ufficiali. Chiese il permesso di reclamare la sua dote, ancora depositata al sicuro a Milano, di lasciare Santa Maria degli Angeli e trasferirsi al convento francescano di Sant’Agata. Lì, affermava con estrema devozione, «essendo il monastero in miglior stato ed essendoci un sufficiente numero di monache, si vive in modo più disciplinato e regolare».52 Entrambi i conventi avevano votato in favore della proposta della Chini, almeno a suo dire, quindi sembrava (a lei) che fosse una situazione vantaggiosa per tutti. Ma la Sacra congregazione doveva pensarla altrimenti. I cardinali lessero la petizione ma non risposero affatto. Forse l’evidente mancanza di altruismo della Chini nel considerare la situazione delle sue consorelle a Santa Maria degli Angeli, o semplicemente la sua temerarietà, li avevano lasciati senza parole.53

A quanto pare la Chini si stancò di aspettare una risposta da Roma, e alla fine decise di non abbandonare le sue compagne carmelitane. Nel 1658 e nel 1659, quando a Roma ebbero di nuovo notizie del convento, le sorelle di Santa Maria degli Angeli, spalleggiate addirittura dalla duchessa di Mantova, chiesero di eleggere priora la Chini. Il problema spinoso per cui le monache avevano deciso di rivolgersi alla Sacra congregazione era che prima di fare professione, nel 1647, la Chini era stata sposata dal 1633 fino alla morte del marito nel 1643. Spiegarono: «Il monastero è in un miserevole stato di povertà, quindi tutte rifiutano la carica di priora; d’altra parte c’è suor Anna Domitilla Chini, di vita esemplare, con una buona rendita e straordinariamente attiva, che la accetterebbe, ma si è fatta monaca dopo essere stata sposata, e questo la rende ineleggibile». Quindi speravano in un’eccezione alla regola: «In altro modo non si può rimediare alle necessità e alla direzione di questo monastero».54

Nella sua dichiarazione favorevole, il vicario generale sottolineava che la costituzione delle suore non escludeva davvero le vedove dalle alte cariche. Fu anche pronto a rassicurare i cardinali a Roma sulla Chini, «di vita e abitudini esemplari, assidua al coro».



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