Terapia dei pensieri by Anselm Grün

Terapia dei pensieri by Anselm Grün

autore:Anselm Grün [Grün, Anselm]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Religion, Christian Living, Spiritual Growth
ISBN: 9788839922526
Google: EP7FPQAACAAJ
editore: Queriniana
pubblicato: 2004-11-14T23:00:00+00:00


note

05 Su questo punto, cfr. G. VON Rap, Theologie des Alten Testamentes I, Minchen 1966, 430-435 [trad. it., Teologia dell'Antico Testamento I, Paideia, Brescia 1972].

06 Ibid., 432 (trad. it. cit].

07 Ibid., 434 [trad. it. cit].

08 Cfr. a questo proposito E RUPPERT, Meditatio-Ruminatio. Zu einem Grundbegriff christlicher Meditation, in Erbe und Auftrag 53(1977) 83-93.

4. L'effetto dei pensieri nella psicologia

Gli psicologi del profondo di scuola freudiana e junghiana si sono occupati poco dell'effetto dei pensieri che ci accompagnano giorno per giorno. Per loro erano altre le vie d'accesso all'inconscio a contare: i sogni, le associazioni, gli atti mancati, l'analisi dei ricordi d'infanzia. Jung non tiene molto in conto parole e frasi, secondo lui sono le immagini e gli archetipi a condizionare l'inconscio, influenzando così la disposizione interiore e il comportamento esteriore di una persona.

Maggiore comprensione di Freud e di Jung per l'importanza dei pensieri dimostra la psicologia comportamentale. Essa analizza i fattori che influenzano il nostro comportamento. Non sono unicamente i fattori esterni a condizionare il nostro comportamento, anche noi possiamo influenzarlo a nostra volta. La psicologia comportamentale parla in questo caso di autoregolamentazione o di tecnica di autogestione09. L'essere umano non reagisce unicamente a stimoli esterni, ma può a sua volta darsi degli stimoli che lo rendono più indipendente dall'ambiente che lo circonda, cosicché il suo comportamento non può più essere pronosticato in base agli influssi ambientali esterni. Stimoli autogenerati del genere sono anche le frasi di autoconvincimento, attraverso le quali ci si può orientare nella direzione desiderata. Modifico il mio comportamento dandomi regolarmente uno stimolo interiore, ripetendomi una parola, dandomi un comando, autoconvincendomi di qualcosa.

In questo contesto andrebbe analizzato in modo più approfondito l'effetto del linguaggio sull'essere umano. Wolf Schneider parla della magia del linguaggio:

Probabilmente il linguaggio non sarebbe nato se i nostri avi non avessero creduto che nelle parole fossero insite forze magiche; e anche oggi la maggior parte di tutte le parole sulla terra non verrebbe pronunciata se la maggior parte degli esseri umani non condividesse questa credenza degli antenati. La convinzione che la lingua abbia lo scopo o l'attitudine primaria a informare è un'illazione dei laici, dei teorici dell'informazione e dei giornalisti, che non regge ad alcun esame, No: la parola viene dagli dèi, giunge agli dèi, soggioga gli dèi, placa i demoni, segna gli uomini e incanta le cose — così la vedono tutti coloro che pronunciano preghiere e così la vede, in fondo, ogni persona che abbia mormorato anche solo una volta «Facciamo le corna!» o «In bocca al lupo!»10.

Una condizione per cui una parola possa esercitare la sua forza magica è la ripetizione continua di parole sempre uguali. L'effetto magico viene rafforzato ancora di più dal ritmo e dalle rime delle parole. «I versi, su questo l'umanità sembra essere unanime, possono soggiogare gli dèi, i versi lasciano intuire voci divine»11. La nascita e l'effetto dei proverbi sono quindi spiegabili. Da sempre i proverbi sono pensati come forme di autoconvincimento, attraverso le quali si trova la forza necessaria per essere all'altezza di quanto la vita pretende.



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