La guerra delle due regine by Jennifer L. Armentrout

La guerra delle due regine by Jennifer L. Armentrout

autore:Jennifer L. Armentrout
La lingua: ita
Format: epub
editore: HarperCollins Italia


25

Onde scure e flosce ricadevano a nascondere in gran parte il volto di Casteel. Riuscivo a vedere solo la sua bocca: le labbra stirate, le zanne scoperte.

Il ringhio gli vibrava da un petto che non avrebbe dovuto essere così smagrito. Le ossa delle spalle erano nettamente visibili, così come quelle contorte che lo incatenavano al muro.

Erano catene realizzate con le ossa di divinità da lungo tempo scomparse, lo sapevo fin troppo bene. E non erano state usate per tenerlo incatenato. A lui non avrebbero fatto nulla.

Erano lì per impedire a qualcuno come me di romperle.

Ceppi di ombropietra gli fasciavano caviglie, polsi… e gola. La sua gola. La sua gola, cazzo. E la sua pelle… santi numi, non ce n’era un solo centimetro che non fosse coperto da sottili linee rosse e irritate, dalle scapole alle brache. Il tessuto intorno al polpaccio della gamba destra era stato strappato e rivelava una ferita frastagliata che assomigliava parecchio al morso di un Craven. La benda sporca intorno alla sua mano destra…

Dei. Avevo pensato di essere preparata, ma in realtà non ero pronta. Vedere cosa gli avevano fatto mi lasciò inorridita.

«Casteel» sussurrai, muovendomi verso di lui.

Lui balzò in piedi e mi aggredì con le dita ad artiglio. Mi fermai bruscamente ed evitai a stento che arrivasse fino a me: la catena che lo bloccava al collo lo trattenne di colpo. I suoi piedi nudi, sporchi di sangue secco, scivolarono sulla pietra umida, ma chissà come lui mantenne l’equilibrio. Lottando contro le catene cigolanti, gettò indietro la testa.

Oh, dei. I suoi occhi… Riuscivo a vedere solo una sottile linea dorata.

Il mio dono prese vita e si riversò da me come non mi accadeva da molto tempo. Stabilii un collegamento con lui, e quando le sue emozioni mi inondarono, giungendo in una cupa, assillante ondata di fame dolorosa, sobbalzai.

Sete di sangue. Era caduto preda della sete di sangue. Seppi in quel momento che non aveva idea di chi fossi. Non percepiva altro che il mio sangue. Forse perfino l’essenza primordiale nel mio sangue. Non ero la sua regina, né la sua amica, o sua moglie. Non ero il suo cuore gemello. Non ero altro che cibo. Ma a ferirmi nel profondo e dolorosamente fu sapere che non aveva idea di chi fosse lui.

Tentai di riprendere fiato e il mio petto si sollevò e ricadde rapido. Volevo urlare. Piangere.

Soprattutto, volevo bruciare il regno.

Gli occhi quasi neri di Casteel si spostarono rapidi sull’ingresso, e il suo ringhio si fece più forte, più profondo.

«Non gli andrei troppo vicino» consigliò Callum. «È come un animale rabbioso.»

Mi voltai di scatto verso il Ritornante. Al suo fianco c’era Millicent. «Mi assicurerò che tu muoia» promisi. «E sarà doloroso.»

«Sai» disse lui con voce strascicata, appoggiandosi alla parete di pietra. Incrociò le braccia e indicò Casteel con il mento. «Anche lui ha detto la stessa cosa.»

«Allora farò in modo che abbia il piacere di assistere.»

Callum ridacchiò. «Come sei generosa.»

«Non ti immagini nemmeno.» Gli diedi le spalle, prima che mi venisse la tentazione di scoprire in che modo i Ritornanti sopravvivessero alla decapitazione.



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