Acidi scozzesi by Autori Vari

Acidi scozzesi by Autori Vari

autore:Autori Vari [Vari, Autori]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Narrativa
ISBN: 8806149601
editore: Einaudi
pubblicato: 1998-05-14T22:00:00+00:00


Quando riprese i sensi era seduto sulla poltrona con una coperta sulla testa, in delirio per i fumi tossici che aveva inspirato ed espirato per tutta la notte. La testa gli pulsava alle tempie e si sentiva come se l’avessero scaraventato giù da una rampa di scale. Aveva la vescica dolorosamente colma e un’erezione prigioniera del velluto a coste reclamava a tutti i costi la libertà. Jenny era distesa addormentata sul letto, accanto a lui. Aveva le ginocchia piegate e le gambe divaricate come una donna in attesa di fare il pap test. Se l’era scopata? A giudicare dalla coperta che si era ritrovato sulla testa, propendeva per il no.

Trovato il bagno, aprì il rubinetto dell’acqua e la lasciò scorrere mentre si masturbava senza troppo entusiasmo su un paio di pezzi di carta igienica, fissando il suo viso devastato e iniettato di sangue, i grossi succhiotti amorosi sul collo, mentre la tensione gli abbandonava l’uccello. Buttò la carta igienica nella tazza, ci pisciò sopra e poi si lavò il viso, si tolse dalla faccia i detriti della notte precedente e liberò le ciglia incrostate. Con il viso nell’asciugamano, gli ritornò tutto in mente, e fu colto da un fremito di vergogna. Poi tornò silenziosamente in camera di Jenny.

Il lavandino era stato pulito, ma il tappeto era ancora umido e il tanfo rancido del suo clamoroso fallimento appestava l’aria e si faceva beffe di lui. Jenny russava piano. La luce del sole risplendeva attraverso una fessura fra le tende e andava a posarsi sulla dolce peluria pubica, sull’umida fessura luccicante della fica. Immaginò che avesse dormito deliberatamente in quella posizione.

Sapeva che avrebbe dovuto svegliarla, profondersi in scuse, dare tutta la colpa a una sua misteriosa malattia, farle dimenticare tutto con una bella scopata poi rifiutarsi di andare via fino a che non fosse stato certo che lei avrebbe tenuto per sé tutta la faccenda. Ma la verità era che non aveva la faccia di affrontarla. Non poteva sopportare l’idea che quella stronzetta presuntuosa l’avesse conosciuto con i pantaloni abbassati, in un senso che purtroppo non aveva niente a che vedere con quello biblico. Ancora una volta si ritrovò a pensare a Parigi. Quel porto sicuro che lo aspettava subito dopo il ripasso finale e gli esami, o forse anche prima. Lanciò un’ultima occhiata a quell’oltraggio non oltraggiato, disteso scompostamente sul letto, lasciò un biglietto da venti sterline sul comodino per il whisky, prese la giacca e scese le scale in punta di piedi.

Mentre apriva la porta di casa per uscire, vide Jonah seduto nel soggiorno con indosso un paio di boxer, intento a fumarsi una canna. Quella visione riconfermò crudelmente che non si era trattato di un brutto sogno e sentì un groppo doloroso alla bocca dello stomaco. Il muscoloso ragazzo asiatico si accorse di lui e sollevò la canna, aprì la bocca per dire qualcosa, ma prima che ne avesse la possibilità, lui si precipitò fuori correndo e si sbatté la porta alle spalle. Continuò a correre fino a che



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