Austerlitz. La più grande vittoria di Napoleone by Sergio Valzania

Austerlitz. La più grande vittoria di Napoleone by Sergio Valzania

autore:Sergio Valzania [Valzania, Sergio]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: History, Europe, General, Modern
ISBN: 9788804559009
Google: h_miAAAACAAJ
editore: Mondadori
pubblicato: 2006-10-14T22:00:00+00:00


Capitolo 6.

UN ESERCITO SENZA COMANDO.

“Dovevamo essere sconfitti per il semplice fatto che i nostri ordini erano assurdi.”

ALEXANDRE ANDRAULT DE LANGERON.

Alcuni storici della guerra sostengono che con la conquista del Pratzen da parte delle divisioni Vandamme e Saint-Hilaire la battaglia sia ormai decisa: occupando il centro i francesi hanno infatti ottenuto il risultato di disarticolare lo schieramento nemico, che adesso è spaccato in due. Inoltre il rapporto di forze in quella zona del campo di battaglia è a loro così favorevole, date le riserve di cui Napoleone dispone, che per gli austro-russi non ci sono speranze di ricreare un collegamento fra l'ala destra di Bagration e l'ala sinistra di Buxhöwden. In buona parte tutto questo è vero. La situazione degli alleati è compromessa, la manovra immaginata da Weyrother ha esteso il loro schieramento in modo eccessivo, ha allontanato l'ala sinistra dalla destra senza lasciare sul centro forze sufficienti a garantire il collegamento e ha esposto il fianco delle colonne avanzanti nella zona sud del campo di battaglia alla reazione francese. Lo stesso, alle undici del mattino il combattimento è appena iniziato. Gli alleati hanno subito perdite, in particolare l'annientamento della IV colonna comandata da Miloradovitch e Kollowrath, mentre la conquista di Telnitz, pagata a un prezzo molto elevato, si è rivelata inutile, o per lo meno non è stata sfruttata in nessun modo. Gli austro-russi dispongono comunque ancora di forze poderose e il loro esercito non è in rotta, il numero di battaglioni e di batterie scomparsi dal campo di battaglia è ancora contenuto.

Se il comando alleato riuscisse a rendersi conto con precisione della dura realtà della situazione nella quale si trova e ad agire di conseguenza potrebbe effettuare un tentativo di sganciamento, passando da un atteggiamento offensivo a uno difensivo. Impostare una ritirata in buon ordine sarebbe ancora possibile, impegnandosi con l'obiettivo di districare l'ala sinistra dalla posizione infelice nella quale si trova, molto avanzata rispetto al resto dello spiegamento e scollegata dal centro, così da tentare di metterla in salvo. Napoleone avrebbe la sua vittoria, ma non il successo clamoroso di cui ha bisogno, si eviterebbe il disastro. Si manterrebbe un esercito in efficienza davanti a quello francese, un nucleo consistente attorno al quale raccogliere le forze disperse di cui gli alleati dispongono in vista di un possibile riscatto.

Il colpo inflitto dai francesi al centro nemico è però molto più grave di quanto le perdite subite facciano credere, agli alleati è infatti accaduta la cosa peggiore che possa avvenire a un esercito impegnato in battaglia: nel combattimento perduto sul centro è rimasto coinvolto il loro quartier generale, che è stato scompaginato. L'intero sistema di comando austro-russo è stato decapitato.

La disposizione sul terreno dei comandi segue di necessità il piano che essi hanno elaborato. Napoleone ha assegnato incarichi precisi ai marescialli ai quali ha affidato la responsabilità delle ali, Davout sulla destra e Lannes sulla sinistra, e ha mantenuto il controllo diretto del centro, il IV Corpo di Soult, la Guardia, il I Corpo di Bernadotte e i granatieri di Oudinot.



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