Agnes by Viktorie Hanišová

Agnes by Viktorie Hanišová

autore:Viktorie Hanišová [Viktorie Hanišová]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2023-04-13T22:00:00+00:00


31

A strapparla dal suo dolce sonno fu una sensazione di freddo. Ahi ahi, la mamma si sarebbe arrabbiata di nuovo, inorridì mettendosi una mano tra le gambe. Si calò in fretta i pantaloni del pigiama bagnati, li appallottolò e li gettò sotto il letto. In punta di piedi, a piccoli passi, raggiunse il bagno. Tornando in cameretta, passò davanti alla porta a vetri illuminata del soggiorno, la spinse leggermente e sbirciò dentro curiosa. La mamma era sprofondata sul sofà, i piedi poggiati sul tavolino accanto a una bottiglia semivuota. Di soppiatto, Agnes si avvicinò al divano e guardò lo schermo.

Sette uomini cavalcavano in una landa arida e inospitale punteggiata di cactus. Avevano le pistole sfoderate e sparavano ad altri uomini in sella, i furfanti che minacciavano i poveri abitanti del villaggio. Agnes non badava al parquet freddo sotto i piedi né alle gambe che, a furia di stare accovacciata, le si stavano addormentando. Si dimenava perché un sudore caldo le colava in rivoletti lungo la schiena. Così tanto sentiva scottare il sole che vedeva davanti. Aveva gli occhi incollati sullo schermo e le orecchie tese. Una scena del film le si impresse in particolare nella memoria. Harry, uno di quegli uomini buoni e coraggiosi, era tornato al villaggio per aiutare i suoi compagni nella lotta impari contro i criminali. Arrivato però al galoppo e messo mano alla pistola, era stato colpito da un proiettile ed era stramazzato sulla terra polverosa.

“Non mi va di crepare così” sussurrava agonizzante al compagno che lo teneva tra le braccia. “Non eravamo venuti qui solo per proteggere quattro morti di fame, vero? Sotto c’era qualcos’altro che valeva la pena.”

“Sì” rispose l’uomo calvo senza esitazione. “E tu l’avevi capito sin dall’inizio.”

“Certo. Ma cos’era?”

“Oro” disse il pelato con voce ferma e rassicurante. “A sacchi.”

“Che bellezza... E quanto?”

“Almeno mezzo milione.”

“E quanto mi tocca?” chiese Harry, morente, con la voce piena di speranza.

“Circa settantamila.”

“Che mi venga un colpo” sibilò infine Harry, reclinando teatralmente la testa di lato.

Agnes era confusa. Che ci fosse davvero sotto qualcos’altro? Quindi non erano eroi che volevano aiutare gli abitanti del villaggio? Come si faceva allora a distinguerli dai cattivi, che erano interessati solo al denaro? Nella sua confusione, Agnes dimenticò ogni cautela e, accovacciata, si dimenò facendo scricchiolare il pavimento. Julie, che dormicchiava, trasalì e le lanciò uno sguardo severo.

“Mamma, perché gli ha detto quella cosa? Lì ci tenevano l’oro?” chiese svelta Agnes con voce tremula per prevenire una valanga di rimproveri.

Julie, ancora ubriaca di sonno, voleva esordire chiedendo come mai non era a letto, filasse subito a vestirsi per non prender freddo. Vedendo però la sua espressione preoccupata, bloccò il flusso dei rimproveri. Osservò lo schermo e riesumò dalla memoria la scena del film che stava guardando forse per la centesima volta.

“Ma no, non c’era nessun oro” spiegò ad Agnes. “Glielo ha detto solo così, per farlo felice.”

Agnes si mise a riflettere scuotendo la testa: “Non lo capisco.”

“Sai,” le disse Julie “per farlo morire contento. Perché non avesse la sensazione di essere stato lì inutilmente.



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