Attrazioni fatali by Jean-Claude Maire Vigueur;

Attrazioni fatali by Jean-Claude Maire Vigueur;

autore:Jean-Claude, Maire Vigueur; [Maire Vigueur, Jean-Claude ]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Storia, Biblioteca storica
ISBN: 9788815370990
editore: Societa editrice il Mulino Spa
pubblicato: 2022-06-15T00:00:00+00:00


8. Amici fraterni, questi fratelli?

Isabella, come abbiamo visto, ha avuto due grandi amicizie femminili nella sua vita. Una con la sorella Beatrice, l’altra con la cognata Elisabetta. La prima si spiega in parte – ma solo in parte – con i legami di sangue, ossia con l’affetto nato tra due persone che hanno passato tutti gli anni di una lunga adolescenza in totale simbiosi l’una con l’altra. La seconda si spiega con l’armonia, sempre circondata di un po’ di mistero, oppure, per dire le cose diversamente, con le affinità tra due persone di carattere quasi opposto e che scoprono d’un colpo di non poter fare a meno l’una dall’altra. A quale o a quali dei loro fratelli potremmo attribuire simili legami di amicizia? Evidentemente a nessuno. Non si può certo escludere che la lunga permanenza di Ferrante a Napoli o il precoce abbandono del palazzo familiare da parte di Ippolito per l’Ungheria abbiano fatto nascere in loro una sorta di rancore verso il resto della famiglia, ma questo trauma infantile, se è veramente esistito, non può secondo me spiegare che in piccola parte quella carenza di affettività che mi pare essere, in fin dei conti, la caratteristica più saliente dei rapporti tra i cinque fratelli. È vero che passano gran parte del loro tempo libero a condividere gli stessi svaghi e divertimenti i quali, per di più, si svolgono sotto gli occhi di tutti o perlomeno in presenza di un certo pubblico che ne poteva ricavare l’immagine di una fratellanza unita e solidale. Uno sguardo più ravvicinato su questi svaghi ci ha fatto vedere che le cose non stavano esattamente così. Da un lato, infatti, per motivi che non c’è bisogno di ricordare, Alfonso e Sigismondo non partecipavano o partecipavano solo in modo saltuario a molti di questi svaghi. Dall’altro, era piuttosto evidente che la complicità che indubbiamente univa tra di loro membri del «trio centrale», costituito, secondo l’ordine di nascita, da Ferrante, Giulio e Ippolito, riposava molto più sulla condivisione di uno stesso stile di vita che su profonde affinità o interessi comuni.

L’apparente coesione della fratellanza estense non deve dunque illudere. È una coesione di facciata alla quale manca quell’ingrediente che solo garantisce la profondità e la solidità dei legami tra fratelli, tra sorelle e anche tra fratellanza e sorellanza, ovvero il cemento degli affetti. Senza questo cemento, l’amicizia di Isabella per Beatrice non avrebbe mai resistito agli attacchi di gelosia di Isabella nei confronti della sorella minore. E allo stesso modo, non si vede come l’amicizia tra Isabella ed Elisabetta avrebbe potuto resistere, in mancanza di questo cemento, all’atteggiamento di Isabella che non smette, anche dopo che Elisabetta e il marito sono stati spogliati del loro ducato di Urbino, di prodigare moine a colui che è stato il fautore della loro disgrazia, Cesare Borgia. Il problema è che risulta davvero difficile, per non dire impossibile, trovare tracce di sinceri affetti nelle relazioni tra i cinque fratelli di Isabella. Le parole che usano nelle lettere per rivolgersi l’uno all’altro,



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