Beaton M. C. - 1996 - Agatha Raisin e il matrimonio assassino by Beaton M. C

Beaton M. C. - 1996 - Agatha Raisin e il matrimonio assassino by Beaton M. C

autore:Beaton M. C. [Beaton M. C.]
La lingua: ita
Format: epub, mobi
Tags: Fiction, Mystery & Detective, General
ISBN: 9788896919378
Google: SC2juAAACAAJ
editore: Astoria
pubblicato: 2012-03-14T23:00:00+00:00


Ora di sera Agatha si sentì meglio dal punto di vista fisico, ma era in apprensione per la nottata. Si rendeva conto che se fossero stati colti a fare irruzione in casa della signora Comfort sarebbero stati certamente arrestati per l’intrusione e anche per aver interferito nelle indagini. Roy Silver telefonò da Londra e Agatha gli chiese di fare un controllo sulla donna che in clinica si era spacciata per lady Derrington e di scoprire tutto il possibile.

Si misero in moto alle due di notte. James parcheggiò accanto al cancello di una fattoria, fuori dal villaggio, e lui e Agatha scesero, proseguendo a piedi. Era una notte buia e senza luna, e si stava alzando il vento. Sotto i loro piedi scricchiolavano le faggine, e altre cadevano dagli alberi che creavano un baldacchino sopra la strada stretta. “Non ho mai visto così tante faggine,” si lamentò Agatha. “È il segno che l’inverno sarà particolarmente duro, o cosa?”

“In campagna tutto è un segno che l’inverno sarà duro,” disse James. “E se la gente continua a ripeterlo abbastanza spesso, prima o poi ci azzecca e l’inverno che arriva è proprio uno di quelli duri. Ora stiamo zitti, siamo quasi al villaggio.”

Camminarono in silenzio. Contro il cielo nero si stagliò più scura la sagoma della chiesa. “Non c’è in giro anima viva,” sussurrò James, ma l’innervosita Agatha era convinta della presenza, dietro le tendine di pizzo, di vecchi insonni, seduti a osservare il loro arrivo con occhietti lucidi. Il silenzio pareva assoluto. A parte il vento tra gli alberi, regnava l’immobilità.

James aprì piano piano il cancello sul davanti del cottage della signora Comfort e ancora una volta aggirarono la casa, portandosi sul retro. Agatha si sentì un po’ rassicurata dall’oscurità protetta del giardino.

James tirò fuori una torcia a batterie e la passò ad Agatha. “Puntala sulla porta,” bisbigliò, prendendo un mazzo di grimaldelli.

Agatha si chiese per l’ennesima volta cosa ci facesse un colonnello in pensione, apparentemente rispettabile, con degli arnesi da scasso.

Nei film le serrature si aprivano a velocità strabiliante, e con facilità. Agatha si abbracciò tremante, mentre passava lentamente una mezz’ora.

“Quanto pensi di impiegarci, ancora?” sibilò.

“Calma e gesso. La Yale è aperta. Il problema è la seconda serratura.”

Nel cottage dall’altra parte del giardino si accese una luce, e i raggi giallastri trapassarono lo schermo degli alberi. James raggelò e Agatha si fece sfuggire un gemito d’allarme. Poi la luce si spense e ripiombarono nell’oscurità rassicurante.

Alla fine, quando Agatha stava per suggerire di rinunciare a quel piano folle, James emise un grugnito soddisfatto e la porta si spalancò.

A quel punto prese Agatha per mano e la condusse dentro, tenendola dietro di sé e facendo balenare qua e là la torcia.

“Andiamo al piano di sopra,” disse James. “In salotto non ho notato nulla in cui lei potrebbe conservare lettere o documenti.”

Ben presto il raggio sottile della torcia splendette tremulo sul caos della camera da letto. Cassetti spalancati pendevano con angolazioni improbabili, e anche il guardaroba era aperto completamente.

“Qualcuno ci ha preceduti,” disse Agatha. “La polizia?”

“Io credo che semplicemente abbia fatto le valigie in preda al panico.



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