Breve storia dell'Anarchismo by fuoco edizioni

Breve storia dell'Anarchismo by fuoco edizioni

autore:fuoco edizioni
La lingua: ita
Format: epub
Tags: history, anarchism, political activism, politica, anarchic, history of political thought, anarchia, anarchico


CAPITOLO XI

ANARCHICI E SOCIALISTI RIVOLUZIONARI – PIETRO KROPOTKIN – ELISEO RECLUS – IL COMUNISMO ANARCHICO IN FRANCIA DAL 1877 AL 1894

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Verso il 1880 vi furono tre concezioni anarchiche in pieno vigore:

— la collettivista, nella Spagna, che dall’Internazionale, (quando essa riprese la sua esistenza pubblica come Federazione dei Lavoratori della Regione Spagnola) fu proclamata come il credo sociale di 30-40 mila lavoratori organizzati nel 1881-1882, con organi di stampa come: Revista social (1881), Acracia (1886), El Productor (1887) e molti altri;

— la comunista, che si diffuse in Francia, Italia, Belgio, Svizzera, Inghilterra, etc. con organi di stampa come Le Révolté, Freedom (1886) etc.

— la mutualista-collettivista, negli Stati Uniti, con organi di stampa come Liberty (1881) ed altri.

Verso la stessa epoca si ebbero una quantità di agitazioni contadine (Irlanda, Andalusia), di atti di terrorismo politico (nichilismo russo; zaricidio), di agitazioni operaie violente (Monceau-les-Mines in Francia nel 1882, etc.) ed alcuni atti di rappresaglia. Vi fu anche il ritorno dei comunardi dopo l’amnistia del 1880 (Louise Michel, era divenuta allora oratrice anarchica), continuarono le persecuzioni molto efferate contro i socialisti e gli anarchici, in Germania, in Italia, ma vi fu anche un risveglio politico sociale orientale, specie in Egitto (1882). In breve, si credeva prossimo il momento di una tormenta rivoluzionaria generale con tendenze socialmente distruttive, giacché si era molto impressionati da questa massa di fatti violenti dopo un decennio abbastanza tranquillo.

Blanqui, che sembrava rappresentasse allora una grande forza socialista autoritaria rivoluzionaria, moriva alla fine del 1880. Così, mentre i comunardi rientrati dalla deportazione ed i lavoratori francesi che nuovamente aderivano al socialismo, si lasciavano assorbire dal socialismo politico e municipale, entrambi elettorali, i blanquisti, dopo la morte di Blanqui, si mostravano del tutto incapaci di prendere una decisa posizione. La socialdemocrazia tedesca, esclusa dalla vita pubblica e perseguitata dopo l’autunno del 1878, organizzò una serie di proteste socialiste rivoluzionarie nel 1879, 1880 e 1881 (Johann Most), ma la grande maggioranza di questo partito si mostrò contraria ad una accentuazione della sua tattica, e soltanto coloro che nel 1881 e 1882 aderirono all’anarchismo (così come alcuni vi avevano aderito nel 1876, 1877 e 1878) furono individui e gruppi intransigenti; gli altri restarono fedeli al conformismo elettorale.

Poiché gli slanci delle grandi masse operaie vennero indirizzati soltanto verso il minimo sforzo con l’irreggimentazione nei partiti, in cui il lavoro attivo veniva fatto dai militanti e dai capi, si generò un’inerzia che fu più forte del risveglio rivoluzionario il quale, considerato da vicino, era il prodotto di situazioni localmente oppressive e della risolutezza di pochi individui. E mentre questi due ultimi fattori sono parzialmente od anche casualmente distribuiti, l’inerzia, il minimo sforzo e la sottomissione ai capi sono generali. In ogni caso, i socialisti rivoluzionari e gli anarchici di quegli anni si videro ben presto molto più isolati di quanto avessero creduto, e ciò generò tra di loro sia atti di lotta sociale accanita e talora feroce (soprattutto in Germania e in Austria), sia un certo disprezzo per la stupidità delle masse, oltre che un



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