CLAUSTROFOBIA by ZOE BLAC

CLAUSTROFOBIA by ZOE BLAC

autore:ZOE BLAC [BLAC, ZOE]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2016-11-22T16:00:00+00:00


LEI

Ogni tanto mi guardava in quel modo là, quello che non riuscivo a capire; un misto di timidezza e malizia che mi rimescolava dentro, fino a farmi perdere le mie facoltà mentali, no anzi, fino a ridurmi a un misero mucchietto di cenere! Era quasi più pericoloso in quei momenti, che quando mi sbatteva al muro per divorarmi! Chissà cosa diavolo gli passava per la testa, quando mi fissava con quegli zaffiri così insondabili e seducenti. Riuscivo anche scorgere quell’isoletta dorata nell'occhio sinistro, risplendere come fosse una pietra preziosa. Immaginai che mi stesse mentendo quando gli chiesi a cosa pensasse e lui, mi diede quella banale risposta. Quella notte, con mio sommo piacere, lo avevo visto perdere il controllo più volte e invece di esserne atterrita, restai ancor più coinvolta da lui e dalla sua anima torrida e inquieta.

Aveva bevuto parecchio e la lussuria ferina che emanava, mi aveva steso; recava in sé un fatale cocktail di feromoni e testosterone, accrescendo l’aroma di un maschio selvaggiamente autoritario ed eccitato. Mi sentii sconvolta dall’attrazione magnetica esercitata dal suo desiderio vorace e possessivo.

Tuttavia non eravamo andati, fino infondo e non ne avevo compreso il motivo, ma afferravo altre cose di lui. Non era per niente lo stronzo arrogante, freddo e misurato che credevo fosse, mi aveva raccontato di suo padre e in parte, si era sorprendentemente messo a nudo con me. L'alcol probabilmente, gli aveva dato una bella spinta ad aprirsi, ma ciò che più di tutto mi sorprese, fu l'atteggiamento di protezione che aveva mostrato nei miei confronti. Mi aveva reclamata e difesa come se fossi stata la sua donna, per non parlare di ciò che mi aveva confessato mentre ballavamo; sostenendo di non sopportare l'idea che qualcun altro mi toccasse. Cosa dovevo fare? Credere alle sue parole e mettermi nella merda più di quanto già non fossi?

Fuori dal Lucifero, contro quella parete, mi aveva regalato un devastante orgasmo che ancora giaceva come una corrente calda nel fondo del mio ventre.

Mi aveva preso la bocca con un bacio profondo, esigente e pressante, il tremito provocato dal suo desiderio impellente, aveva spazzato via qualunque altra indecisione e i battiti del mio cuore erano impazziti. Ero consapevole che tutta questa incessante brama di sentirlo addosso, non aveva solo a che fare con il mio corpo. Quell'uomo mi era entrato sotto la pelle, dentro le ossa, la mia carne e il mio sangue erano intrisi del suo sapore ed io a tratti, realizzavo di non poterne più farne a meno. Come sempre scelsi il rischio e decisi di assecondare il mio istinto. Mi aprì per Lucas e gli concessi una piccola parte di me, una parte di Elettra che nessuno conosceva. Non mi ero mai veramente donata a nessuno prima di lui e mi piacque provare quel brivido di essere veramente me stessa. Guidai in una Roma semi-deserta, fino a raggiungere il mio posto preferito, quello che solo Fran conosceva, volevo mostrare a lui, dove riuscivo a sentirmi in pace col mondo intero. Ci recammo sulla terrazza del Campidoglio, quel piccolo angolo ricavato in mezzo al foro romano.



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.