Diario di una viaggiatrice eccentrica by Silvia Bisconti

Diario di una viaggiatrice eccentrica by Silvia Bisconti

autore:Silvia Bisconti [Bisconti, Silvia]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Baldini & Castoldi
pubblicato: 2019-11-26T23:00:00+00:00


Della serata malinconica che se anche non la vuoi arriva

Delhi

Jasmine e rosa mescolati a sudore e spezie.

Felicità improvvise e polvere.

Cuore stretto per la povertà incomprensibile e pensieri bui al rumore dei clacson e all’umidità.

Luoghi bellissimi e strazi improvvisi.

Coscienza di un mondo che sta dissolvendosi entrando in un giorno nuovo.

Amore e fatica.

Luogo del cuore, nonostante tutto.

MY PINK INDIAN DIARY

Dei misteri profondi

Delhi

Non lo so spiegare davvero.

Non a parole.

Però ci provo, perché mentre scrivo capisco, e le parole diventano terapia. La mia.

Arrivo qui e mi trasformo.

Sogno molto e i sogni sono quasi tridimensionali, potenti, da bambina. Dormo poco ma bene e i risvegli sanno di emozione.

Il tempo perde il suo ritmo e le ore scivolano velocissime, una dentro l’altra, ed è subito sera. Le giornate, però, sono piene, pienissime e tutto mi emoziona, ancora, dopo tutti questi anni.

Se è possibile ogni volta di più.

Non riesco mai a farci l’abitudine, a questo paese, ma nello stesso tempo è come se ci vivessi da sempre. Certo il mio non è turismo, qui ci lavoro da una vita. Non giro per monumenti e musei, non ne ho il tempo, mai.

Però conosco come le mie tasche mercati e strade: Old Delhi e le sue stradine non hanno segreti per me, e l’Hauz Khaz Village è ormai un po’ casa mia.

È uno strano amore quello che mi lega da sempre a questi luoghi. È come se in un’altra vita avessi già vissuto qui.

Non mi spaventano polvere e sporco che possono raggiungere picchi insopportabili e nemmeno il caldo umido che nella stagione estiva supera i 40 gradi. Arrivo e qui mi sento a casa.

E non sono riuscita mai nemmeno per un secondo a essere turista. È paradossale, ma in tutti questi anni non ho mai visto il Taj Mahal – che chiunque viene a Delhi corre ad Agra per vedere.

Però ho cenato e pranzato a casa di indiani, conosco le loro fabbriche, durante il mio primo viaggio tanti anni fa ne ho visitate moltissime e ho continuato a farlo.

So come trattano gli indiani, ho imparato le loro modalità. So trattare come loro, conosco le dinamiche e mi piace farlo.

So dove trovare organze di cotone sottili ed evanescenti come ali di libellula e dove assaggiare un divino thali vegetariano.

Mangio solo indiano anche quando le spezie mi bruciano la bocca e mi fanno colare il naso. Ma mai mi sognerei di desiderare un piatto di pasta qui.

Mi vesto naturalmente coprendo gambe e braccia ed è così normale per me farlo.

Mi riprometto, ogni volta che vengo qui, di girare un po’, di concedermi almeno una giornata da turista con guida alla mano e tanto tempo a disposizione.

Nella mia lista dei desideri c’è un lungo giro al Sud e una settimana in una clinica ayurvedica.

Ma questo, da anni e anni.

Poi però i giorni volano e finisco per fare tutt’altro.

Tutt’altro che poi è il mio lavoro, perché qui trovo i tessuti più belli del mondo, faccio ricamare cotoni divini da ricamatori esperti, che guardo a bocca aperta mentre utilizzano piccoli telai, e lavoro con sarti sublimi.



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