icerbox Silingardi leggerezza by Unknown

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autore:Unknown
Format: epub


Scena 20 – Parma – Appartamento Pietro - Interno/Notte

Io e Pietro non eravamo mai stati lontani per più di qualche ora. Una cosa per me anche solo difficile da immaginare. Eravamo sempre insieme, e anche se a scuola era naturale fingere che fra noi ci fosse solo un rapporto studente professore, nei momenti in cui non potevamo avvicinarci troppo l’uno all’altra potevamo comunque contare sugli incontri per i corridoi o nelle diverse cucine dove si svolgevano le nostre attività. Una rapida occhiata, fugace ma profonda, totale. Con il passare del tempo poi, venimmo a sapere che sarebbe stato proprio Pietro ad essere affidato alla nostra classe come tutor in vista dell’esame finale e dunque gli ultimi mesi di corso li avremmo frequentati esclusivamente con lui al nostro fianco. Dentro di me ero tranquilla e rassicurata da quella notizia, certa del fatto che se avevano scelto proprio lui da affiancare al nostro gruppo significava che anche ai piani alti della scuola nessuno sospettava della nostra relazione. Se solo qualcuno avesse avuto anche il minimo dubbio in merito, avrebbero certamente scelto un altro Chef. O forse ci avrebbero cacciati entrambi.

Quella sera intanto pioveva a dirotto e decidemmo che saremmo rimasti in casa. Eravamo seduti a tavola e alla televisione davano un bel film. Niente di meglio che una bella serata da trascorrere sul divano, io e lui. Stavamo progettando di passare un fine settimana in qualche fattoria in Toscana, immersi nella pace e nel silenzio della campagna, a fare il giro delle cantine ed assaggiare gli ottimi vini che hanno reso celebri nel mondo quelle zone.

Fra l’altro, era sempre stata mia intenzione quella di integrare il mio corso di cucina con quello da sommelier, quindi l’idea mi intrigava parecchio.

“Appena torno da Roma andiamo.” Pietro parlò con ancora la testa nel piatto, con un tono disinvolto ma senza muovere lo sguardo. L’impatto di quelle parole scatenarono un’eco stridulo che agganciò la mia attenzione istantaneamente. “Roma...??” Non riuscii a catturare il senso di quello che avevo appena sentito, e lì per lì mi venne solo da replicare il nome della città. Fino a quel momento non me ne aveva mai parlato.

Pietro proseguì d’impulso, quasi anticipando una mia reazione.

“Ma sì, solo un corso d’aggiornamento... Le solite cose... Igiene, prevenzione... Devo andare per forza, è una palla a livello europeo... Ma sono obbligato a farlo...” Cercai di dare una collocazione spazio temporale precisa alle sue parole.

“E quanto dura questa cosa scusa...? Pensavi di mandarmi una foto davanti al Colosseo per dirmi che eri a Roma?” Qualcosa dentro di me stava risalendo in fretta.

“Sono solo due giorni dai... Stai tranquilla... Me ne ero dimenticato... Lunedì e martedì prossimi...” Pietro cercò in qualche modo di gettare acqua sul fuoco, ma conoscendo bene il suo sguardo ero sicura che qualcosa gli fosse morto in bocca.

“Però finché ci sono ci attacco anche sabato e domenica così ne approfitto per andare a trovare un po’ di gente che lavora là e che non vedo da anni. Ci siamo sentiti per telefono e abbiamo già organizzato la rimpatriata.



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