Il medico nell'età della tecnica by Karl Jaspers

Il medico nell'età della tecnica by Karl Jaspers

autore:Karl Jaspers [Jaspers, Karl]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Science, Philosophy & Social Aspects
ISBN: 9788870781809
Google: EiqSAQAACAAJ
editore: Cortina Raffaello
pubblicato: 1991-11-14T23:00:00+00:00


Per la critica della psicoanalisi

È quasi impossibile parlare della psicoanalisi in termini unitari, se non dicendo che tutti gli psicoterapeuti che se ne servono si orientano a Freud — o perché lo seguono in maniera ortodossa o perché lo rifiutano criticamente. Non v’è dubbio che Freud sia la mente superiore. Il peso del suo sapere, la radicalità con la quale procede fino all’assurdo, il suo rapporto con la crisi di un’epoca menzognera, il suo stile e la sua ostinazione, agiscono con forza maggiore di quanto chiunque dei suoi seguaci sia stato capace. Tutte le conoscenze fondamentali derivano da lui. Il suo pregiudizio verso i concetti delle scienze naturali, senza che egli abbia peraltro compiuto veramente della ricerca in questo campo, la sua dipendenza dal pensiero psicologico del tipo di Herbart, fanno parte dell’uomo del XIX secolo. La sua particolare freddezza, addirittura il suo odio, animano il modo in cui compie le sue indagini. Da lungo tempo la critica ha mostrato che cosa nelle sue esposizioni, interpretazioni e tesi ha significato conoscitivo, quanto è procedimento pseudoscientifico, quanto, nell’evoluzione del suo pensiero, non costituisce il progresso di una teoria sostenibile, bensì un semplice cambiamento nelle trovate dell’autore. Freud partecipa del senso della scienza moderna. Con le sue rivelazioni provoca egli stesso nuovi offuscamenti. Nella storia delle idee richiama l’attenzione su possibilità trascurate, ma perviene sempre, rapidamente, a pensieri sconclusionati, o addirittura impertinenti (come, fra l’altro, nel libro su Mosè).

Oggi vi sono psicoterapeuti interiormente indipendenti, che amano l’uomo e desiderano essergli d’aiuto. In maniera ogni volta unica e personale fanno razionalmente quanto possibile. Usano anche metodi psicoanalitici, senza però divenirne schiavi. Non piegano all’organizzazione e alla tecnica ciò che rimane sempre di pertinenza della comunicazione storica di singoli uomini. Sono abituati dalla scienza naturale alla conoscenza chiara e la tengono sempre presente come fondamento di ogni terapia. Non è di loro che qui si deve parlare.

Desidero piuttosto accennare ancora una volta a un tratto che mi pare divenga sempre più marcato nell’ambito del movimento psicoanalitico, un tratto che determina il carattere fideistico di questo pensiero. Tale fede è resa possibile ed è favorita da alcuni errori oggettivi, tra i quali possiamo formulare i seguenti:

1. Si fa confusione fra comprensione del senso e spiegazione causale.

La comprensione del senso si compie nella reciprocità della comunicazione. La causalità è estranea al senso, e va riconosciuta a distanza come qualcosa d’altro.

Attraverso il comprendere non provoco effetti, ma faccio appello alla libertà. Attraverso la spiegazione causale divengo in certa misura capace di intervenire sugli eventi in modo razionalmente calcolabile, avendo in mente scopi desiderati.

Ma se confondo la comprensibilità del senso nello spazio della libertà con la spiegabilità causale, ecco che così facendo intacco la libertà. A questo punto la tratto come un oggetto, come se fosse conoscibile, qui, dinnanzi a me, e, in tal modo, la mortifico. Inoltre, trascuro le possibilità causali che effettivamente sussistono.

2. La modalità dell’efficacia terapeutica è problematica. Si sa che tutti i procedimenti psicoterapeutici hanno successo in mano a personalità efficaci, e questo da millenni.



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