Le parole del notro destino by Beatriz Williams

Le parole del notro destino by Beatriz Williams

autore:Beatriz Williams
La lingua: ita
Format: azw3, epub, mobi
pubblicato: 2012-09-18T22:00:00+00:00


«Smettila. Non m'importa. È assolutamente magnifico.» Alzai la mano ad accarezzargli la guancia, e il diamante rifletté la luce, rimandandomi un bagliore insolito al mio dito. «Sei un uomo meraviglioso: avresti potuto comprare tutto il negozio…»

«Avrei voluto.»

«… e invece ti sei impegnato a scegliere qualcosa che piacesse a me. È perfetto, e lo adoro. E ti sposerò, Julian. Senza esitazioni. Ma a una condizione», aggiunsi, mentre le sue labbra si avvicinavano alle mie.

Lui si arrestò, con un verso gutturale. «Avrei dovuto prevederlo. Troppo facile, finora.»

«Solo questo: sei mesi. Aspetteremo sei mesi, prima di fissare una data.»

«Sei mesi? Solo per fissare la data?»

«Sta accadendo tutto troppo in fretta, e lo sai anche tu. Mi servono sei mesi per rimettere in sesto la mia vita, la mia carriera e tutto il resto, o perderei me stessa diventando tua moglie. La moglie di Julian Laurence, intendo, una cosa diversa dall'essere tua moglie, dall'essere semplicemente Kate Ashford.» Il nome mi suonò così naturale, familiare, come se lo avessi già sentito in passato.

Mi scrutò per alcuni secondi, con un'espressione assorta, mentre il tremolio delle candele gli gettava ombre sul volto. «È giusto. Capisco cosa intendi.»

«E mi servono sei mesi per essere sicura che mi vuoi davvero. Se sarai ancora convinto, il prossimo Natale cominceremo a fare programmi. E in caso contrario, e ti garantisco che mi accorgerò se fingi, Julian Ashford, sacrificandoti per senso dell'onore, in tal caso ci lasceremo, senza rancore», conclusi.

«Ma, fino ad allora, porterai il mio anello? Saremo fidanzati?»

«Sì, se vuoi.»

«Se lo voglio? Bellissima, adorata Kate. Guardati, così solenne e nobile. Così tenera, fiduciosa. Non potrei mai tradirti, lo giuro. Ti proteggerò, combatterò per te, fino all'ultimo respiro…»

«Julian, siamo nel 2008. Non credo ne capiterà l'occasione.»

«Zitta, cara. Mi hai interrotto nel bel mezzo di una dichiarazione. Dovresti pendere dalle mie labbra.»

Gli circondai la vita con le braccia. «Chiedo scusa. Prego, continua. Adoro le tue dichiarazioni. Mi fanno sentire come l'eroina di un romanzo di Trollope.»

Mi sfiorò le gote coi pollici. «Sfacciata. Mi prendi in giro. Invece io sono sincero, sai? Ogni parola. Vecchio e inguaribile sentimentale che sono.»

«Lo so che sei sincero.»

«Combatterei davvero per te, Kate. Ucciderei, persino. Morirei, se fosse necessario. Sei mesi.» Scosse la testa. «Come se bastassero a cambiarmi.» Chinò il volto, finché le nostre fronti non si sfiorarono quasi, poi proseguì, in un sussurro feroce: «Io ho già pronunciato i miei voti, amore. Nel mio cuore, sono già tuo marito. Non lo sapevi, questo?»

«Se ti fa sentire a posto con la coscienza, mentre passi le notte a corrompermi e sedurmi…»

«Sì, mi fa sentire meglio.» Poi non ci furono più discorsi, o almeno non parole coerenti; soltanto le sue labbra, le sue mani, il suo corpo dorato sopra il mio, alla luce delle candele; l'unione, l'estasi e infine, ancora strettamente abbracciati, un sonno di profondo appagamento.

Al mattino, quando mi svegliai, Julian era già partito per Manhattan, ma sul comodino accanto a me vidi una grossa scatola, foderata di seta. All'interno, trovai un vero e proprio tesoro dei pirati: collane,



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