Lo zen e le arti marziali by Deshimaru Taisen

Lo zen e le arti marziali by Deshimaru Taisen

autore:Deshimaru, Taisen [Deshimaru, Taisen]
La lingua: eng
Format: epub
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


Così accade nelle arti marziali: anche se un maestro viene attaccato da una decina di allievi, può vincerli tutti. Il suo spirito è immobile, è Fudo, e può concentrarsi su ogni avversario, singolarmente. E così li batte tutti, uno alla volta.

LA SAGGEZZA IMMOBILE

Lo spirito del maestro è sempre mutevole. Non indugia mai su una cosa sola o su una sola persona. Fluisce... Anche il suo corpo non indugia su nulla. La sostanza dell'ego è Fu Do Chi, «la saggezza immobile». Fra intuizione, saggezza e azione del corpo esiste sempre un'unità. È il segreto di zazen e delle arti marziali.

Da principio le arti marziali erano finalizzate a uccidere. La spada giapponese, il tachi, è una spada lunga. Ma tachi significa anche «tagliare». Il ken di kendo, come tachi, significa «spada», ma anche «tranciare», così kendo significa «la via che trancia».

Quest'arte marziale risale ai tempi preistorici del Giappone, ma la vera scuola di kendo fu creata nel 1346 dal samurai Nodo.

Inizialmente i samurai miravano ad acquisire poteri eccezionali, magici, come passare indenni attraverso il fuoco o non essere schiacciati dal peso di una roccia... Nel voler ottenere questi poteri misteriosi, soprannaturali, si ponevano quindi un obiettivo.

Più tardi lo Zen li influenzò. Miyamoto Musashi, ad esempio, che fu uno dei più grandi maestri di kendo del Giappone, divenne anche un grande saggio. Diceva: «Si devono rispettare Dio e Buddha, ma non si deve dipendere da loro». Così il metodo, la via che mirava a fendere in due l'avversario, si trasformò nel «metodo per fendere il proprio spirito».

Via dello spirito di decisione, di risoluzione, di determinazione: questo è il vero kendo giapponese, il vero Budo. Bisogna essere forti e ottenere la vittoria grazie allo spirito di decisione. Situarsi al di là della norma, trascendere il combattimento e farne una vittoria spirituale.

Il vero kendo, il vero Zen devono porsi al di là della relatività. Questo significa non scegliere, non selezionare un qualsiasi aspetto del mondo fenomenico, significa assumere una sola decisione, significa andare al di là dell'ego e della morte. Nel Budo bisogna diventare più forti della tigre e del leone, andando al di là dell'istinto animale insito nello spirito umano.

Duecento anni fa in Giappone, prima dell'epoca Meiji, un maestro di kendo, di nome Shoken, era infastidito dalla presenza di un grosso topo nella sua casa. Il congresso d'arti marziali fra gatti, questo è il titolo della storia che mi accingo a narrare:



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