Mondi senza Fine by bluebook

Mondi senza Fine by bluebook

autore:bluebook [bluebook]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: ebook gratuito - vietata la vendita
pubblicato: 2012-11-07T16:43:06+00:00


30.

Quel mondo era vergine e intatto da ogni segno umano. Perfino la dura selvatichezza del vento che lo spazzava sembrava dire che quella terra era ancora allo stato primordiale. Dalla cima del colle, Vickers vedeva delle forme scure in movimento che dovevano essere piccole mandrie di bisonti. Stava ancora guardando da quella parte quando tre lupi presero a salire il fianco della collina, quando lo videro piegarono di lato, per scendere infine in diagonale verso la valle. Nel grande arco azzurro del cielo che andava da un orizzonte all’alto senza una sola nube, un uccello volteggiava graziosamente, quasi a sorvegliare la terra sotto di lui. A un tratto lanciò un grido e il suono scese fino all’orecchio di Vickers come una nota acuta e sottile.

La trottola lo aveva finalmente portato dove lui voleva andare. Era al sicuro in quella terra solitaria, popolata soltanto di bisonti e di lupi.

Salì fino alla sommità e guardò l’estensione della prateria erbosa coi suoi boschetti e i numerosi corsi d’acqua, scintillanti al sole. Non c’era traccia della presenza dell’uomo, né strade, né pennacchi di fumo che salissero lentamente verso il cielo dai comignoli dei casolari.

Guardò il sole e si chiese dove si trovasse il ponente: gli sembrò di scoprirlo e si disse che, se non si sbagliava, doveva essere metà mattino. Ma se si era sbagliato, era pomeriggio avanzato e le tenebre sarebbero scese sulla pianura dopo poche ore. E

quando si fosse fatto buio, avrebbe dovuto trovare un modo per passare la notte.

La sua intenzione era stata di andare nel regno delle fate, ma se avesse smesso di pensare a questa idea fissa, si sarebbe reso immediatamente conto che il luogo in cui era andato da bambino non poteva essere il paese delle fate. Questo era un mondo nuovo e deserto, forse anche pericoloso, ma sempre meglio del retrobottega del negozio di ferramenta, in una cittadina di provincia, con i suoi simili che gli davano la caccia per ucciderlo.

Sedette di nuovo e vuotò le tasche per fare l’inventario di quello che aveva. Mezzo pacchetto di sigarette, tre scatole di fiammiferi, una quasi vuota, una quasi piena e una ancor da cominciare, un temperino, un fazzoletto, un rotolo di banconote, alcuni spiccioli, la chiave della Per-Sempre, un anello con le chiavi di casa, quella dei cassetti della scrivania e un altro paio che non riuscì a ricordare a che servissero; una matita, dei foglietti di carta piegati in modo che stessero in tasca e sui quali aveva avuto intenzione di scrivere degli appunti, se avesse avuto qualcosa che valesse la pena di annotare; e questo era tutto.

Cioè meno di niente. Se quello era un mondo deserto, lui doveva mangiare, difendersi da eventuali pericoli, trovare riparo dalle intemperie e, in avvenire, trovare anche il modo di vestirsi.



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