Sul naso by Caro Verbeek

Sul naso by Caro Verbeek

autore:Caro Verbeek [Verbeek, Caro]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Il Saggiatore
pubblicato: 2024-01-11T08:39:31+00:00


Ivan Bilibin, Baba Yaga, 1900.

Tra il xv e il xviii secolo, prima che comparissero nelle favole, le cosiddette streghe venivano perseguitate e uccise. A migliaia sono morte sul rogo o appese alla forca. Ciò accadeva sia in Europa che in America, dove la cittadina di Salem è nota ancora oggi per i raccapriccianti avvenimenti che vi si svolsero in particolare nel xvi e xvii secolo. Se il raccolto era scarso bisognava trovare un capro espiatorio. L’accusata di turno poteva dimostrare la propria innocenza solo se, chiusa in un sacco e gettata in acqua, non galleggiava. Era risaputo che le streghe non avevano peso, il che consentiva loro anche di volare a cavallo di una scopa. E nel caso fosse affondata, dimostrando così la sua innocenza, ormai era ovviamente troppo tardi.

Che le streghe venissero raffigurate spesso come vecchie dal naso grosso è frutto principalmente di razzismo, sessismo e maldicenza. La filosofa Mona Chollet afferma in proposito nel suo recente libro Streghe. Storie di donne indomabili dai roghi medievali a #MeToo:

La demonizzazione della donna bollata come strega […] mostrava molte analogie con l’antisemitismo. Si parlava di sabba delle streghe o di sinagoga delle streghe, le si sospettava, come gli ebrei, di congiurare per distruggere la cristianità e anch’esse venivano raffigurate con il naso aquilino.

In un’incisione realizzata da Albrecht Dürer (1471-1528) intorno al 1500, per esempio, la strega presenta un naso del genere. Non a caso è raffigurata in modo da far risaltare il suo deciso profilo contro uno sfondo uniforme. Dürer ha dato al suo naso quella forma per suggerire una cosiddetta «inferiorità». Che le donne di una certa età siano inutili è anche il messaggio di Cappuccetto rosso. Il colore dei suoi indumenti nella favola originale rappresenterebbe la sua prima mestruazione e quindi la fertilità. Non viene mangiata dal lupo, ma condivide il letto con lui. Sua nonna viene divorata perché in quanto appartenente alla terza generazione non può più essere utile. A seguito della recente versione cinematografica (2020) del best seller di Roald Dahl Le streghe, alla sequela di -ismi e pregiudizi può aggiungersi anche l’abilismo. Dice infatti lo scrittore e studioso della disabilità Piet Devos:

In questo film le streghe di Dahl non solo sono rappresentate con tutta una serie di caratteristiche tradizionali, ma sono anche prive di parti del corpo, come le dita. Ciò rientra in una lunga tradizione che attribuisce abiezione morale alle persone che hanno un corpo fuori della norma.

La Warner Bros. ha tra l’altro presentato le sue scuse alle comunità che si sono sentite additate. Nel film i nasi hanno sorprendentemente delle dimensioni medie, ma si tratta di giovani streghe. E dato che non smette mai di crescere, il naso raggiunge le sue dimensioni massime solo al termine della vita di una persona.

Ci si potrebbe domandare di quanti millimetri crescerà ancora prima che esaliamo l’ultimo respiro con quello stesso organo.

Secondo il già citato Warwick era esagerato affermare che le donne non avessero nessun carattere, tuttavia non lo avevano sviluppato quanto quello dell’uomo. Se un temperamento



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