Un inverno freddissimo by Fausta Cialente

Un inverno freddissimo by Fausta Cialente

autore:Fausta Cialente [Cialente, Fausta]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Fiction, Classics
editore: Feltrinelli
pubblicato: 1976-07-15T00:00:00+00:00


V

Camilla aveva lasciato la valigia in portineria e aveva detto alla custode: “La porterà su mio nipote o il signor Enzo, non se ne occupi, non ne ho bisogno subito.” La portinaia aveva protestato che l’avrebbe portata su lei appena avesse avuto un momento libero, e aveva osservato intanto che la signora non vestiva a lutto ma era molto pallida e affaticata e sembrava avere una gran fretta. Se invece avesse potuto vederla dopo ch’era sparita sotto l’arco della scala avrebbe veduto che non andava affatto sveltamente, anzi saliva pian piano, la mano sulla guida, fermandosi alla fine di ogni rampa – e le rampe, per arrivare lassù, erano molte.

Nonostante tutto quel che aveva pensato durante la notte insonne, e poi ancora durante il breve viaggio in treno, Camilla non si sentiva preparata ad affrontare l’incontro con tutti gli altri: che certamente non l’aspettavano giacché non li aveva avvertiti del suo ritorno. Voleva concentrarsi ancora un poco su quel “fatto,” il solo a cui potesse pensare e che continuava a sollevare nel suo animo una quantità d’interrogativi angosciosi.

Aveva ricevuto la lettera di Alba in campagna, proprio la sera del giorno in cui aveva acconsentito alla passeggiata col Rosso, pur sapendo a che cosa sarebbe andata incontro – e già questa coincidenza le sembrava un’atroce punizione.

“Se fossi rimasta qui… Ma no, non potevo, in fin dei conti era mia madre che moriva. Però sarei dovuta tornare subito, subito…”

“Cara mamma,” era scritto nella lettera che oramai sapeva a memoria, “quando tornerai a casa ti diranno che li ho avvertiti della mia partenza per Roma. È vero, sto per partire, ma non per conto dell’ufficio. Dall’ufficio mi sono licenziata già prima di Natale, ho incassato la mia liquidazione e sebbene non sia molto spero che mi basterà per iniziare qualcosa di più proficuo. Ho anche chiesto dei denari a Matelda, non so se te lo dirà, ma glieli restituirò, non abbia timore. Quello che desidero è che tutti mi lasciate tranquilla. Ricordati che sono maggiorenne, quindi non farmi cercare da nessuno. Capisci quel che voglio dire, no? Nostro padre ci ha abbandonati, tu hai fatto quel che hai potuto e te ne sono grata, ma il genere di esistenza che voi tutti accettate non mi sento di sopportarlo e sono decisa a cercare qualcosa di meglio. È un diritto che mi devi riconoscere, anche se per adesso questa mia decisione ti sembrerà avventata e certamente ti addolorerà. Ti prometto di darti notizie appena avrò una buona ragione per farlo. Ti abbraccio insieme a tutti quanti.”

Asciutta, precisa e senza inutili sbavature: era proprio così, Alba. La sua netta, solida bellezza. Ma come avrebbe fatto, da sola, senza lei vicino, senza Guido, e Lalla, e tutti loro, a portarla in giro per il mondo quella sua pericolosa bellezza? O forse era proprio questo che aveva deciso: portarla in giro, metterla in mostra?

Anche il Rosso l’aveva insinuato, senza troppi riguardi per lei (e come avrebbe potuto averne, dopo la loro passeggiata nei boschi?), quando l’aveva ritrovata, la sera, con quella lettera sulle ginocchia, seduta davanti al caminetto spento.



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