Urania 0187 - Il mistero degli asteroidi by Jerry Sohl

Urania 0187 - Il mistero degli asteroidi by Jerry Sohl

autore:Jerry Sohl [Sohl, Jerry]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: PIPPO
editore: Mondadori
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


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12 giugno

Bert Schaun tornò in sé di colpo, le orecchie ancora doloranti per il rombo che l'aveva quasi assordato.

Bastò un lieve movimento per dargli dei dolori lancinanti alla testa.

Si rimise prono, allora, fissando il soffitto metallico e e pensando da dove potesse provenire la luce che vedeva, dal momento che non la riconosceva per una delle luci dell'astronave.

Vincendo il dolore, si decise infine a muover la testa; anche i muscoli del collo erano indolenziti, e pareva che scricchiolassero a ogni movimento. Resistette, comunque, e mosse le braccia, cosa che gli risultò penosissima. Comunque, si portò le mani agli occhi, prima una e poi l'altra, e ritrasse la sinistra sporca di sangue.

Provò a muovere le gambe e i piedi, e vi riuscí, nonostante gli battes-se forte il cuore per la fatica, e il suo respiro ansimante echeggiasse nel silenzio dell'abitacolo. La luce riflessa sul soffitto stava diventan-do tanto vivida da abbagliarlo.

In quel momento, ricordò gli avvenimenti della sera precedente, i numerosi bicchieri bevuti in compagnia di Steve e di Emma, il con-gedo da Steve ai piedi della scaletta, e gemette al ricordo della colos-sale sbronza. D'improvviso gli era venuta una sete tremenda, e si passò la lingua sulle labbra aride.

L'uomo... Dov'era l'uomo che l'aveva assalito?

Con uno sforzo enorme sollevò la testa, si appoggiò ai gomiti e si guardò intorno. L'interno dell'astronave era un cumulo di rovine: pezzi di filo penzolanti ovunque, pannelli divelti e contorti... "Come posso esser sopravvissuto a questo disastro?" pensò.

Finalmente vide il suo sconosciuto assalitore. Stava disteso, in posizione grottesca e contorta, in un angolo alla sua sinistra. Da sotto il suo giubbotto scorreva un rivolo di sangue che andava ormai dissec-candosi.

Bert si rese conto che era quello il sangue che gli aveva macchiato la mano.

Raccogliendo tutte le poche forze che gli restavano, si mise in piedi, con la testa che gli girava e le gambe che lo reggevano appena, ap-poggiandosi alla parete per sostenersi, i piedi che scivolavano sul pa-84

vimento in pendío. A fatica riuscí a giungere vicino allo sconosciuto, e gli bastò sfiorarne con la manno il viso gelido per capire che era morto, e da un pezzo.

Chi era? Perché l'aveva aspettato lí nascosto? Perché aveva mano-messo i comandi? Bert imprecò fra sé.

L'uomo aveva cercato di metterlo fuori combattimento, ma prima di riuscir a fuggire dall'astronave condannata Bert era riuscito a contrat-taccarlo, e lo sconosciuto era morto. Ma perché mai aveva fatto tutto quel che aveva fatto?

Bert s'incamminò barcollando sul pavimento in pendenza, con i muscoli che gli dolevano, finché giunse nella cucinetta buia, dove riuscí a prendere un po' d'acqua. Tornato nell'altro locale, si avvide che la luce che l'aveva colpito proveniva dal portello spalancato. Quello interno era stato divelto dall'esplosione e pendeva sui cardini. Quello esterno, evidentemente doveva aver subíto la stessa sorte.

S'infilò nell'apertura e scorse intorno una desolata distesa di dune rosse. Dopo aver dato un'ultima occhiata al morto, s'infilò attraverso il compartimento stagno, e scese a terra con un salto. La luce del mattino illuminava le colline erose colorandole di giallo, di rosso e di bruno.



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