Visto per Cuba by Gérard De Villiers

Visto per Cuba by Gérard De Villiers

autore:Gérard De Villiers [Villiers, Gérard De]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2012-03-28T13:32:39+00:00


10

Malko compose attentamente il numero di Luis Miguel avuto da Her-80

minia e attese, col cuore in tumulto. Nessun segnale. Lo rifece, una, due, tre volte, con crescente impazienza. I telefoni dell’Avana, installati dai te-deschi orientali, funzionavano quando volevano. Per di più erano stati talmente manipolati dal G2 che interi quartieri non ne potevano usufruire.

La hall dell’Habana Libre era affollata di stranieri, ai quali si mescolavano pochi cubani che erano riusciti a entrare. Per fortuna le cabine si trovavano in fondo al corridoio che portava al negozio di parrucchiere, in un punto molto tranquillo.

Al quarto tentativo, Malko udì finalmente il segnale: lasciò squillare due volte, riagganciò e ricominciò. Stavolta il telefono funzionò subito, ma Malko dovette aspettare quasi un minuto la terza volta. Osservato da alcune persone che volevano telefonare e cominciavano a innervosirsi.

La soneria si mise a squillare, ma nessuno rispondeva. Malko stringeva il ricevitore come se volesse romperlo. Finalmente udì lo scatto all’altro capo del filo.

— Luis Miguel?

Nessuna risposta.

— Luis Miguel, sono Mark, l’amico di Geraldo. Si tratta di una cosa urgente.

Finalmente udì la voce quasi impercettibile dell’ex agente del G2.

— Cosa succede? Chi ti ha dato questo numero? Dov’è Herminia? Doveva telefonarmi.

Malko pensò che anche se la cabina era sotto ascolto, i suoi avversari non avrebbero avuto il tempo di localizzare l’altro telefono.

— Herminia è stata arrestata dal G2 — disse. — È stata rilasciata e ha ripreso il lavoro.

Il cubano imprecò.

— Arrestata e rilasciata! Ha certamente parlato!

— No. Se avesse rivelato il numero, ti avrebbero già trovato.

Bayamo rimase in silenzio, colpito dal ragionamento di Malko.

— Sa dov’è il tuo nascondiglio? — insisté quest’ultimo. — No. Non proprio. Ma… ieri sera sono stato imprudente. Non mi trovo lontano dal punto in cui mi hai lasciato. Quindi Herminia conosce almeno la strada.

— Devo vederti immediatamente — disse Malko. — Sono in una cabina dell’Habana Libre. Dobbiamo prendere delle decisioni.

Il cubano non rispose subito.

— Sei sicuro che non ti ha seguito nessuno? — chiese poi.

— Sicurissimo — disse Malko.

81

— Ho lasciato la macchina al Tropicana.

— Allora vediamoci tra un quarto d’ora nel posto dove ci siamo visti la prima volta.

Malko rientrò nella hall rumorosa. Nessuno aveva seguito il taxi e questo gli assicurava una certa tregua. Non per molto, però. Andò nei gabinetti, ritrovò quello in cui aveva nascosto la pistola, salì sul WC e infilò la mano nell’acqua del serbatoio di scarico. La Makarov c’era ancora…

Malko la asciugò e se la infilò nella cintura. Al punto in cui era, gli sarebbe costata solo qualche anno di galera in più.

Imboccò poi il corridoio comunicante con la tienda libre, uscì dalla porta laterale dell’albergo e si mescolò alla folla che riempiva i marciapie-di. Il posto dell’appuntamento non era lontano. Malko lo raggiunse in fretta, entrò nel piccolo parco e si nascose dietro un albero, tenendo d’occhio la strada. Passarono davanti a lui parecchie auto, ma Luis Miguel non si vedeva. Dopo un’ora Malko non ne poteva più. Perché Bayamo non era venuto? Decise di restare altri cinque minuti. Passati quelli, tornò a piedi verso l’Habana Libre.



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