Zanetti Franco Sassi Claudio - 2019 - Fabrizio De André in concerto by Zanetti Franco Sassi Claudio

Zanetti Franco Sassi Claudio - 2019 - Fabrizio De André in concerto by Zanetti Franco Sassi Claudio

autore:Zanetti Franco Sassi Claudio [Zanetti Franco Sassi Claudio]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Music, Individual Composer & Musician, Biography & Autobiography, Entertainment & Performing Arts, Genres & Styles, Pop Vocal
ISBN: 9788809883178
Google: wJiBDwAAQBAJ
Amazon: B07MNXM7KK
editore: Giunti
pubblicato: 2019-01-01T22:00:00+00:00


Il secondo lato si apre con l’emozionante genovese di Mégu Mégun, primo frutto della collaborazione con Ivano Fossati che porterà poi ad ANIME SALVE. Fabrizio riteneva questo brano come il più autobiografico dell’intero album. Poi un dolce omaggio alla tradizione napoletana con La nova gelosia, meravigliosa melodia del Settecento scoperta nella versione di Roberto Murolo e riproposta come ammirato omaggio all’artista e a tutto un mondo di grande canzone popolare. Dal napoletano si ritorna al genovese con ’ çímma, anch’essa scritta a quattro mani con Fossati; è una fiaba, una sorta di filastrocca in cui un cuoco espone una ricetta trasformandola in un sortilegio. La conclusione del disco è affidata al folklore di Monti di Mola, cantata in sardo, storia di un’asina bianca che sogna invano di maritarsi con un uomo. In tutto il disco si sente forte l’influenza di Mauro Pagani, a tutti gli effetti coautore e soprattutto paziente ricercatore di sonorità e affascinanti timbri acustici, gli stessi che avevano già caratterizzato CREUZA DE MÄ.

Poco dopo l’uscita del disco, De André racconta a Giancarlo Susanna la genesi e le sue idee sul disco nuovo. L’intervista (Music, settembre 1990) inizia con la domanda più ovvia per chi è rimasto lontano dalla scena tanti anni: il perché di quell’assenza. “Ho avuto semplicemente altro da fare. Mi è capitata una serie inenarrabile di disgrazie che ho cercato di dimenticare in qualsiasi modo che non fosse quello di far canzoni. Perché per fare canzoni occorre riflettere e ogni volta che riflettevo il dolore veniva a galla, si gonfiava come una torta nel forno. Mauro (Pagani) da parte sua aveva altri problemi. È solo due anni fa che ci siamo messi seriamente a pensare di lavorare a un nuovo album.” L’intervistatore chiede ragione anche del titolo, e De André non si nega, sfoderando buoni ricordi liceali. “Le nuvole, per l'aristocratico Aristofane, erano quei cattivi consiglieri, secondo lui, che insegnavano ai giovani a contestare; in particolare Aristofane ce l'aveva con i sofisti che indicavano alle nuove generazioni un nuovo tipo di atteggiamento mentale e comportamentale sicuramente innovativo e provocatorio nei confronti del governo conservatore dell'Atene di quei tempi. La Nuvola più pericolosa, sempre secondo Aristofane, era Socrate, che lui ha la sfacciataggine di mettere in mezzo ai sofisti. Ma a parte questo, e a parte il fatto che comunque Aristofane fu un grande artista e quindi inconsapevolmente un grande innovatore egli stesso, le mie Nuvole sono invece da intendersi come quei personaggi ingombranti e incombenti nella nostra vita sociale, politica ed economica; sono tutti coloro che hanno terrore del nuovo perché il nuovo potrebbe sovvertire le loro posizioni di potere. Nella seconda parte dell'album, si muove il popolo, che quelle Nuvole subisce senza dare peraltro nessun evidente segno di protesta.”

Sul titolo scelto e sulle sue implicazioni, De André torna anche in altre interviste. “Queste nuvole non sono da intendersi come fenomeni atmosferici: queste nuvole sono quei personaggi ingombranti e dannosi della nostra vita civile, politica ed economica che cerco di descrivere, insieme ad alcune loro



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