Alta cucina by Rex Stout

Alta cucina by Rex Stout

autore:Rex Stout [Stout, Rex]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Mondadori
pubblicato: 2023-06-06T12:00:00+00:00


9

Mi sedetti ad ascoltare e a osservare e mi sentii cinico. Wolfe si grattava la guancia con la punta dell’indice, lentamente e ritmicamente, il che stava a significare che era irritato ma anche attento. Dina Laszio era seduta su una sedia di fronte a lui, con la mantella gettata sulle spalle, il collo sottile che spuntava da un abito nero scollato, il corpo rilassato e gli occhi resi più scuri dalla penombra.

Wolfe disse: «Non c’è bisogno di scuse, Madame. Ditemi soltanto quello che volevate riferirmi. Sto aspettando delle persone e ho poco tempo».

«È a proposito di Marko» disse lei.

«Ah, sì? Che cosa?»

«Siete così brusco.» Sorrise leggermente, storcendo un angolo della bocca. «Dovreste sapere che non potete aspettarvi da una donna di essere diretta. Noi non prendiamo le cose di petto, ci giriamo attorno. Lo sapete. Solo, mi chiedo quanto sappiate delle donne come me.»

«Non saprei. Siete di un tipo speciale?»

Lei annuì. «Credo di sì. Sì, so di esserlo. Non perché voglia o cerchi, ma...» Fece un gesto fugace. «Mi ha reso la vita eccitante, anche se non proprio comoda. Finirà che... non so come finirà. Ma adesso sono preoccupata per Marko, perché pensa che lo sospettiate di aver ucciso mio marito.»

Wolfe smise di grattarsi la guancia. Le disse: «Stupidaggini».

«Per nulla. Lui ne è convinto.»

«Perché? Ve lo ha detto lui?»

«No. E respingo...» Si fermò. Si sporse leggermente, con la testa piegata da un lato, le labbra socchiuse, e guardò Wolfe. La osservai con piacere. Supponevo che dicesse la verità quando sosteneva di non cercare di essere una donna speciale, ma di non dover nemmeno provarci. C’era qualcosa in lei... non solo nella sua espressione, qualcosa che emanava dai vestiti e ti spingeva a gettarti verso di lei. Continuai a essere cinico, ma si poteva immaginare che in certi casi il cinismo non sarebbe bastato.

Chiese con un debole respiro: «Signor Wolfe, perché mi siete sempre così ostile? Che cos’avete contro di me? Ieri, quando vi ho detto che Phillip mi aveva raccontato dell’arsenico... e ora che vi dico di Marko...».

Si riappoggiò allo schienale. «Una volta, tempo fa, Marko mi disse che a voi non piacciono le donne.»

Wolfe scosse la testa. «Stupidaggini, è tutto ciò che posso dire ancora una volta. Non riesco nemmeno a offendermi per questa impudenza. Non mi piacciono le donne? Sono animali sorprendenti, che raggiungono buoni risultati. Per ragioni di convenienza conservo un’apparente immunità che ho sviluppato alcuni anni or sono sotto la spinta della necessità. Ma confesso di avere una particolare avversione verso di voi. Marko Vukcic è un mio amico, voi eravate sua moglie e lo avete abbandonato. Non mi piacete.»

«È stato tanto tempo fa.» Lei sventolò una mano. Poi alzò le spalle. «In ogni caso, sono qui per aiutare Marko.»

«Volete dire che vi ha mandato lui?»

«No. Ma sono venuta per lui. Si sa, naturalmente, che avete assunto l’incarico di liberare Bérin dall’accusa di aver ucciso mio marito. Come potete farlo se non accusando Marko? Bérin ha detto che Phillip era vivo in sala da pranzo quando se n’è andato, mentre Marko ha detto che Phillip non c’era più quando è entrato.



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