Escluso l'ebreo in noi by Jean-Luc Nancy

Escluso l'ebreo in noi by Jean-Luc Nancy

autore:Jean-Luc Nancy [Nancy, Jean-Luc]
La lingua: eng
Format: epub
editore: Mimesis
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


1È da qui che dovremmo riprendere le complesse e delicate questioni che sorgono intorno allo Stato di Israele, alla cui nascita – occorre ricordarlo? – non fu estraneo l’antisemitismo.

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Mutazione

Nella paranoia accade spesso che una minaccia nata da sé si trasformi nella minaccia di un altro – presente, visibile, udibile – che se la prende con i miei beni, con la mia persona o con la mia immagine. Il soggetto europeo si è comportato da paranoico nei confronti di Israele, che era uno dei suoi padri, o il fratello maggiore. Il suo sé esclude, in sé, quell’aspetto di sé che si è trincerato nella concezione inedita – cosiddetta del Dio unico – di una eteronomia scelta, decisa e responsabile. Farla finita con questa esclusione non sarà possibile senza una mutazione sostanziale di ciò che ha fatto irruzione nella storia con il nome di Europa, e poi con quello di Occidente – che diviene oggi a sua volta il nome di un’esclusione da sé di portata ancora più vasta. Ovunque infatti il soggetto della civilizzazione – ovvero del progresso, della tecnica, della democrazia, dell’arte, ecc. – si rifiuta nella stessa misura in cui si conferma nel progresso della sua potenza e del suo dominio.

Si rifiuta in particolare – o in maniera essenziale – in quanto soggetto: tutte le critiche, le decostruzioni, le spaccature o i naufragi del “soggetto” nel pensiero moderno testimoniano di un rapporto doloroso, auto-immune, di questo soggetto con se stesso.

Ogni giorno l’umanità si comporta in maniera insensata – perché afflitta da troppi mali, ingiustizie, umiliazioni o perché si sottrae a qualsiasi misura che possa essere comune a tutti, esponendosi con le proprie mani a una dismisura di cui s’inebria, nel bene e nel male.

Si potrebbe pensare che una tale amplificazione dell’autodistruzione vada talmente al di là dell’antisemitismo da minimizzarlo o addirittura condannarlo all’oblio. Al contrario, è solo riconoscendo la portata “istoriale” e “spirituale” di un odio che accompagna l’intero corso della nostra storia che possiamo essere in grado di sottoporre questo corso a una mutazione tanto profonda quanto quella dalla quale questo odio si è originato.

L’antisemitismo è inseparabile dall’odio di sé del soggetto perché questo soggetto fantasmatico, “l’Ebreo”, rappresenta esattamente la figura rovesciata del Soggetto: “popolo dominatore e sicuro di sé”, diceva de Gaulle in un autoritratto involontario, genio dell’impresa e del calcolo, ambizioso e avido su scala mondiale – non è l’immagine maledetta di sé che l’Occidente proietta sul proprio capro espiatorio in un interminabile rituale di congiura per esclusione?



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