Il dossier di Wuhan by Qiu Xiaolong

Il dossier di Wuhan by Qiu Xiaolong

autore:Qiu Xiaolong [Xiaolong, Qiu]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Marsilio
pubblicato: 2023-08-11T14:57:32+00:00


* * *

Dopo aver consegnato le vivande alla madre di Chen, Jin pensò di chiamare il signor Gu per parlargli di persona. Le continue interruzioni avevano lasciato parecchie cose in sospeso con Chen. E lo stesso poteva dirsi del signor Gu.

D’impulso scese in metropolitana per prendere il treno per Madang.

Un generale che combatte lontano, ai confini, non è obbligato ad ascoltare l’imperatore.

Insomma, Jin doveva prendere l’iniziativa.

Compose il numero del signor Gu non appena arrivò a destinazione.

«Buongiorno, signor Gu, come sta?»

L’amico di Chen riconobbe subito la sua voce.

«Jin, dove si trova?»

«Sto uscendo dalla stazione di Madang in questo momento.»

«Ah, ma allora è qui vicino» disse l’uomo, senza nascondere l’entusiasmo. «Che ne dice se ci prendiamo una tazza di caffè da Starbucks? È vicino all’ingresso meridionale del New World. Faccio riservare un tavolo all’aperto.»

«Benissimo. Un po’ d’aria fresca mi farà bene, ma non vorrei prendere troppo freddo.»

«No, non si preoccupi. Ci sarà la lampada, e anche le coperte.»

Quella mattina il locale era piuttosto vuoto. Perlomeno, all’esterno non c’era nessuno. I radi fiocchi di neve danzavano tristemente, sospinti dai refoli di vento. Due o tre uccelli grigi svolazzavano intorno a un albero spoglio, indecisi su quale ramo posarsi.

Il signor Gu, avvolto in un cappotto di lana grigia, raggiunse con passo svelto i tavolini all’aperto. «Jin, il mio ufficio si trova in quel palazzo alto laggiù, proprio a due passi da qui.»

«Caspita, la sede del New World Group, la sua società. Splendido.»

«Che ci sarà poi di così splendido? Nel nostro “mondo nuovo”, il Grande Fratello ti osserva con un sistema di controllo e di sorveglianza onnipresente, onnipotente, onnisciente.»

Un cameriere portò subito al loro tavolino un’alta lampada riscaldante, come quelle che Jin aveva visto in un film francese. Le porse anche una morbida coperta rossa. Sia Gu che Jin rimasero in silenzio fino a quando il cameriere non si allontanò.

«La prudenza non è mai troppa. Come recita un antico detto cinese, “anche i muri hanno le orecchie”. Potrà non crederci, ma succede perfino nella sede della mia società.»

«Eh, ma cosa potremo mai dire?» osservò Jin, credendo che quella fosse la ragione per la quale il signor Gu aveva voluto incontrarla lì. «Mi fa venire in mente un film cinese che ho visto di recente alla televisione. In una scena, due giovani amanti erano seduti all’aperto in un piccolo giardino del loro rione, tutti intenti a tubare. Davvero molto romantico, non crede? A un certo punto stanno per baciarsi, quando il ragazzo salta in piedi, trascina via la ragazza e la fa salire sulla sua auto posteggiata nelle vicinanze, e poi indica sopra le loro teste una telecamera di sorveglianza, nascosta tra le fronde di un albero. E i due scoppiano a ridere beati.»

«Sono costretti a vivere nella Cina di oggi. Il messaggio del film è inequivocabile: l’intimità della sfera privata non è nulla, e i bravi cittadini rispettosi della legge possono comunque godersi la vita pur sotto il sistema di sorveglianza.»

«A proposito, come vanno le comunicazioni con la sua famiglia negli Stati Uniti?»

«Perché questa domanda,



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