L'uomo con la valigia by L'uomo con la valigia

L'uomo con la valigia by L'uomo con la valigia

autore:L'uomo con la valigia
La lingua: ita
Format: epub
editore: Sellerio Editore
pubblicato: 2015-05-14T16:00:00+00:00


Giorno quattro

Consonni lasciò l’albergo di Binasco alle otto di mattina. Recuperò la sua carta d’identità falsificata e pagò il conto: «Arrivederci, signor Mascheroni, ma che ha fatto al naso?».

«Eh, sono scivolato, ieri sera ho bevuto un po’ troppo».

«Ma lei abita qui a due passi».

«Lei ha moglie?».

«Sì che ce l’ho».

«Allora mi capisce» disse Consonni, e se ne andò con la sua valigia. Si diresse verso la fermata del pullman. Il bus per Pasturago partiva dopo venti minuti, andò nel bagno della stazione delle corriere. Dopo aver fatto la pipì voleva lavarsi le mani, vide che in quell’ambiente abbastanza lurido c’erano due ragazzini sui tredici-quattordici anni, assai agitati. Uno dei due chiuse la porta principale che dava sul corridoio, l’altro estrasse un coltello a serramanico di modeste dimensioni e lo puntò al collo di Consonni: «Dammi tutto quello che hai, stronzo di merda».

Ah, ci mancava anche questa. Consonni aveva in tasca quello che era rimasto dei 2.000 euro che gli aveva dato il De Angelis e in più il lingottino. Disse al ragazzino: «Lascia perdere, facciamo che non ho sentito niente, uscite fuori».

«Che cazzo dici, vecchio di merda, io ti taglio la faccia, capito?».

Consonni ormai era entrato in uno stato d’animo fatalista, ma tutto avrebbe pensato fuori che venisse assalito da due bambini.

«Andate via, ragazzi, non è successo niente, andate via, su, ho da fare».

Mentre diceva così pensava all’eventualità che una situazione del genere gli fosse capitata qualche giorno o settimana prima. Avrebbe estratto il portafoglio e dato a quei ragazzini quello che volevano. Che motivo c’era di rischiare? Ma adesso non poteva farlo, eh no.

«Andem, fioeùi, avete scelto la persona sbagliata» disse mentre finiva di lavarsi le mani. Poi se le asciugò col phon a muro.

Il ragazzino si cagava un po’ sotto, era in fibrillazione.

«Tira fuori i soldi o ti sbudello».

Consonni gli dette uno schiaffo, come lo darebbe un genitore a un figlio: con rabbia ed energia ma anche con rincrescimento. Il ragazzino finì per terra, l’altro lo avvisò: «Arriva gente».

Nel bagno entrarono due signori che notarono il bambino per terra e il coltello a serramanico, anch’esso per terra. Fecero finta di niente, non avevano voglia di immischiarsi, anzi, se ne andarono subito, rinunciando alla loro esigenza di minzione. L’avrebbero fatta sul treno.

Consonni aiutò il ragazzo ad alzarsi, l’altro se l’era data a gambe.

«Ti sei fatto male? Tutto a posto?».

Il giovane rapinatore si alzò di scatto e rapidamente scappò, senza neanche raccogliere il suo coltello.

Dunque Consonni riprese la valigia, uscì dalla toelette e si avvicinò alla pensilina, ad aspettare il suo autobus, con la valigia in mano.

Il sondaggio degli architetti Du Vivier e consorte stava andando avanti. Per ora avevano raccolto importanti adesioni, per esempio c’era l’interesse della signora Xing, proprietaria di quasi tutti gli ex magazzini del piano terra, dove si manifestavano i danni strutturali più evidenti, e anche la disponibilità della signorina Ghiotti, quella che lavorava a Mediaset, che l’appartamento l’aveva comprato per investimento e adesso rischiava di trovarsi con un pugno di mosche in mano.

Sapevano che uno degli



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