Il poliziotto che ride by Sjöwall M. & P. Wahlöö

Il poliziotto che ride by Sjöwall M. & P. Wahlöö

autore:Sjöwall, M. & P. Wahlöö
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788838922077
editore: Sellerio La memoria 713
pubblicato: 2006-12-31T16:00:00+00:00


XX

Davanti a una casa di Klubbacken, a Hägersten, c'era un uomo che, sotto una fitta nevicata, guardava un foglietto con aria esitante. La carta era bagnata e aveva iniziato a rovinarsi; non era facile decifrare il testo tra il turbinio della neve e l'avara luce dei lampioni. Ad ogni modo sembrava che l'uomo avesse finalmente trovato il luogo che stava cercando. Si scrollò come un cane bagnato e salì la scaletta esterna. Battè energicamente i piedi davanti al portoncino e suonò il campanello. Ripulì il cappello dai fiocchi di neve umidi e rimase in piedi col cappello in mano, in attesa che succedesse qualcosa.

La porta si schiuse e una donna di mezza età spiò fuori. Indossava un grembiule e aveva le mani infarinate.

- Polizia - disse lui con voce roca.

Si schiarì la gola e continuò:

- Sovrintendente Nordin.

La donna lo guardò con ansia.

- Può mostrarmi il tesserino? - disse lei infine. - Voglio dire...

Lui sospirò profondamente, spostò il cappello nella mano sinistra e iniziò a sbottonare il cappotto e la giacca. Prese il portafogli e le mostrò la carta d'identità.

La donna seguì la procedura con occhi terrorizzati, come se s'aspettasse che l'uomo estraesse una bomba o un mitra o un preservativo.

Lui tenne bene in vista il documento e la donna lo guardò con occhi miopi attraverso la fessura della porta non più larga di dieci centimetri.

- I detective non hanno quei distintivi...? - disse titubante.

- Sì, signora, ce l'ho - disse Nordin, avvilito.

Lo teneva nella tasca posteriore dei pantaloni, e si chiedeva come potesse prenderlo senza posare il cappello o rimetterselo in testa.

- Be', anche questa basta - disse la donna con voce incerta. - Sundsvall? Viene da lassù per parlare con me?

- Avevo anche altre cose da fare qui in città.

- Be', mi scusi, ma capisce, voglio dire... La donna si zittì.

- Sì? Cosa intende dire, signora?

- Voglio dire che di questi tempi bisogna essere prudenti. Non si sa mai...

Nordin stava pensando cosa doveva farne del cappello. La neve gli cadeva fitta sulla testa sciogliendosi sulla pelata.

Non poteva restare ancora per molto con la carta d'identità in una mano e il cappello nell'altra. Poteva aver bisogno di prendere appunti. Metterlo in testa era la soluzione più pratica, ma d'altra parte poteva sembrare scortese. Sarebbe sembrato stupido appoggiarlo sugli scalini esterni. Forse avrebbe dovuto chiedere di entrare. Ma in tal caso la donna avrebbe dovuto prendere una decisione. Doveva rispondere di sì o di no e, se l'aveva giudicata bene, una decisione simile avrebbe richiesto molto tempo.

Nordin veniva da una regione dov'era normalissimo far entrare in cucina degli estranei, offrir loro una tazza di caffè e lasciarli scaldare vicino alla stufa. Un'abitudine pratica e bella, pensava. Forse non la si poteva applicare nelle grandi città. Si ricompose e disse:

- Quando ha telefonato, ha accennato a un uomo e a un'autorimessa, non è vero?

- Mi spiace molto aver disturbato...

- Oh, le siamo solo grati.

La donna si girò e guardò all'interno dell'appartamento. Contemporaneamente richiuse quasi del tutto la porta.

Probabilmente era preoccupata per i biscotti allo zenzero che aveva infornato.



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