La fine del cristianesimo by Diego Fusaro

La fine del cristianesimo by Diego Fusaro

autore:Diego Fusaro [Fusaro, Diego]
La lingua: ita
Format: epub
editore: EDIZIONI PIEMME
pubblicato: 2022-12-13T12:00:00+00:00


7.3 Ateismo liquido. O dell’indifferenza verso Dio

L’ateismo assoluto è più rispettabile dell’indifferenza secolare.

F. DOSTOEVSKIJ, I demoni

In questo quadro delineatosi a partire dal Concilio Vaticano II, si inserisce la struttura della Chiesa cattolica ai tempi di papa Bergoglio. La sua presenza è tollerata dalla globocrazia imperante unicamente ora nella forma di una holding capitalistica tra le tante (ciò che pure in parte effettivamente è), ora secondo la figura di una voce tra le tante a sostegno della struttura realmente data dei rapporti di forza, in ogni caso mai come communitas solida e solidale dei fedeli che si sentono figli di un unico creatore e per i quali l’oggetto privilegiato del culto è l’Assoluto trascendente e non quello immanente della circolazione mercatistica. Sicché, in quanto organizzazione istituzionale della fede in Dio e nel sacro, la Chiesa cattolica è avversata dai pedagoghi del mondialismo: in questa luce si deve leggere, appunto, la “sconfitta” di Ratzinger nel 2013, e la sua “sostituzione” in itinere con un pontefice più facilmente integrabile nell’ordine della civiltà tecnonichilista. In quanto rete di società, di trust, di attività finanziarie, di partecipazioni azionarie e di imperi immobiliari, con tanto di una sua banca sovrana (IOR), la Chiesa è, invece, ampiamente accettata nell’ordine della mondializzazione capitalistica, che anzi sempre più esplicitamente le chiede di ridursi a questa funzione (oltre che a quella di neo-chiesa del pensiero unico teologicamente corretto). In questa prospettiva, in effetti, il tempio, non meno del tempo, è denaro381. E la sdivinizzazione nichilistica si compie anche presso l’istituto che maggiormente dovrebbe contrastarla: e che da baluardo di resistenza al nihil del mondo postmoderno, quale pure provò a essere con papa Ratzinger, si è rideclinata come avamposto della sua diffusione onnipervasiva.

La sdivinizzazione in seno alla Chiesa cattolica si è realizzata gradualmente mediante una ridefinizione della religione cattolica che l’ha portata a adattarsi in misura crescente al disordinato ordine dell’immanentismo radicale della civiltà del mercato assoluto e della sua conclamata teofobia. Con una sorta di strategia di marketing, la Chiesa ha scelto di reinventarsi e di mutare se stessa in brand commerciale in grado di stare sul mercato e di diventare merce accessibile a ogni consumatore in forma letteralmente low cost382. Tale forma, in forza della quale il buon consumatore può in pari tempo essere un buon cristiano, non contrasta l’ovunque imperante ateismo “liquido”, ma lo promuove e, insieme, ne è figlia. Il cristiano, che in origine doveva essere nel mondo e non del mondo, è ora soltanto del mondo, senza apertura alla trascendenza, senza scarto tra vita vissuta nell’aldiqua e proiezione redentiva nell’aldilà e verso l’eterno. È questo uno degli effetti non marginali della mondanizzazione di sé operata dalla Chiesa, come si è evidenziato, a partire dal Concilio Vaticano II. In nome della teofobia propria di una civiltà nichilista che si fonda sulla morte di Dio, la Chiesa stessa ha scelto sempre più apertamente di adattarsi all’ordine del mundus, pensando di sopravvivere e di poterlo così conquistare e non sapendo che, al contrario, si sarebbe estinta, giacché ne sarebbe stata conquistata.



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