L'anarchia in 100 canti by Alessio Lega

L'anarchia in 100 canti by Alessio Lega

autore:Alessio Lega [Lega, Alessio]
La lingua: eng
Format: epub
editore: Mimesis Edizioni
pubblicato: 2023-04-21T13:09:14+00:00


36. INNO DEI LAVORATORI DEL MARE

Lavoratori del mar s’intoni

l’inno che il mare con noi cantò

da che fatiche, stenti e cicloni

la nostra errante vita affrontò

quando con baci d’oro ai velieri

l’ultimo raggio di sol morì

e giù tra i gorghi dei flutti neri

qualcun dei nostri cadde e sparì.

Su canta o mare l’opra e gli eroi

tempeste e calme, gioia e dolor

o mare canta, canta con noi

l’inno di sdegno, l’inno d’amor.

Canto d’aurore di rabbie atroci

sogni e singhiozzi del marinar

raccogli e irradia tutte le voci

che il vento porta da mare a mar

e soffia dentro le vele forti

che al sole sciolse la nostra fe’

e chiama, chiama da tutti i porti

tutta la gente che al mar si die’.

Su canta o mare l’opra e gli eroi…

Solo una voce da sponda a sponda

sollevi al patto di redenzion

quanti sudando solcano l’onda

per questa, al pane, sacra tenzon

mentre marosi gonfi di frode

e irose attardan forze il cammin

noi dalla nave scorgiam le prode

dove le genti van col destin.

Su canta o mare l’opra e gli eroi…

Già da ogni prora che il corso affretta

la evocatrice diana squillò

e all’alba il grido della vendetta

la verde terra già salutò

terra ideale dell’alleanza

tra menti e braccia, giustizia e cor

salute o porto della speranza

che invoca il mesto navigator.

Su canta o mare l’opra e gli eroi…

Noi sugli abissi tra le nazioni

di fratellanza ponti gettiam

coi nostri corpi su dai pennoni

dell’uomo i nuovi dritti dettiam

ciò che dai mille muscoli spreme

coi torchi immani la civiltà

portiam pel mondo gettando il seme

che un dì per tutti germoglierà.

Su canta o mare l’opra e gli eroi…

Testo di Pietro Gori, non si hanno informazioni sull’autore della melodia. Una versione corale la si può trovare nel disco che Virgilio Savona dedicò all’anarchico elbano nel 197747. Un’altra, completa di tutte le strofe, è reperibile su web cantata da Pardo Fornaciari e rispetta la placida spazialità dei versi, la loro intenzione impressionistica. Viene da ritenere che Gori, per questo canto, s’ispirò al suo periodo d’erranza forzata, passato in buona parte proprio sulle navi transoceaniche, concependo questo inno che è un canto di lavoro, di fatica e di pericolo, ma anche una riflessione sull’essenza allegorica del mare inteso come spazio senza confini nazionali.

47 A. Virgilio Savona (a cura di), Al gran verde che il frutto matura. Canti anarchici di Pietro Gori, Dischi dello Zodiaco, Milano 1977.



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