Teatro by Fenoglio Beppe

Teatro by Fenoglio Beppe

autore:Fenoglio Beppe [Fenoglio Beppe]
La lingua: eng
Format: epub
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


FINE DELL’ATTO SECONDO

ATTO TERZO

Un altro sabato è venuto e già spira: il sabato vigilia dell’ultima domenica di maggio. È notte bellissima su Bretton Oaks, e l’ombra stringe i pochi lumi e non li inghiotte, preme i tetti e le querce senza pesarvi. A quest’ora, i noti intimi della famiglia Beverley si sono mossi dalle loro dimore e vengono per vie diverse alla bella vecchia casa dirimpetto la Chiesa Protestante. Amy Beverley, poco fa, è passata nel tinello e ha spalancato la finestra sulla via, per la prima volta nell’annata; infine ha collocato sul tavolo, solitamente sgombro, un gran vaso di fiori: rose di selva che Cathy e Don hanno portate a casa dal bosco sull’altro versante di Somers Hill nel pomeriggio di oggi, vigilia della festa del loro fidanzamento. Ma Amy non s’è indugiata a guardare dove e come siederanno Hannah, Joshua, Clem... La signora della casa è affaccendatissima per la grande giornata di domani, non ha tempo né testa per la solita veglia, e confida che i suoi ospiti siano troppo ansiosi e compresi dell’avvenimento per risentirsi dello strappo alla solenne consuetudine. Purtroppo, chi verrà con la speranza di vegliare come sempre, e non gli riuscirà poi di rassegnarsi a fare poco piú d’una capatina, ricorderà a lungo la serata del sabato ultimo di maggio come la piú scombinata, negletta e irrequieta veglia nel tinello dei Beverley, e rincaserà, non tardi, or sí or no trepidando per il prossimo sabato. Ma questa non è certo Hannah Humberstone, che è venuta prestissimo e tutta calorosa, e ora, presso il tavolo, aiuta Amy a ripiegare un’ampia tovaglia.

AMY

Questa coprirà la tavola grande. (poi, con un mezzo sospiro) Povera Hannah, tu non t’aspettavi di dover lavorare, stasera.

HANNAH

Ma ti pare, Amy? Io... (s’imbroncia e abbassa le braccia e con esse la tovaglia sí che anche Amy deve sospendere) io sono venuta apposta piú presto del mio solito e... fin da stasera ti dico che non vorrei, domani, starmene seduta tutto il tempo come ogni altra signora invitata. (riprendendo a ripiegare) Da brava, Amy, promettimi che...

AMY (sorridendole stancamente)

Promesso, Hannah, siamo intese. Qua, finisco io.

HANNAH

Finisci tu? (le passa l’altro capo della tovaglia, poi intreccia le mani) Ecco, Amy: io vorrei che tu mi facessi cenno di badare a questo e a quest’altro, domani. (con lo sguardo segue Amy che va al tavolo, vi depone la tovaglia ripiegata, si volta e muove verso il caminetto)

AMY

Ora mi permetto di sedere un momento. (siede sulla sua vecchia poltrona)

HANNAH (l’ha seguita al caminetto)

Sei stanca, Amy. E ti rimproveri per quel poco lavoro che mi dai, che poi non è affatto un lavoro. (siede) Sei molto stanca, Amy?

AMY

Stanchissima proprio no, Hannah, ma ho una tale paura di dimenticare qualcosa che finirò col dimenticare un po’ tutto.

HANNAH

Non dubitare di te. Sei già a buon punto, no? Certo... è un’impresa portare in collina mezze le cose di casa propria... Amy? Sei stata tu a volere che la festa di fidanzamento si facesse nella tua vecchia casa di campagna?

AMY

Io, Hannah. Don non voleva, non



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