Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane by Massimo Carlotto

Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane by Massimo Carlotto

autore:Massimo Carlotto [Carlotto, Massimo]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Alligatore 09
editore: emmebooks
pubblicato: 2018-01-30T16:00:00+00:00


Cinque

Ero scomparso per tre giorni e tre notti. Avevo spento il cellulare che mi teneva in contatto con la dottoressa Marino e avevo seminato gli uomini di Serj Balakian. Dopo aver recuperato i miei documenti falsi e i soldi, che avevo provveduto a nascondere al mio arrivo a Monaco nel deposito bagagli della stazione, mi ero cercato una stanza in un B&B di infimo ordine nella vicina Dachau. Poi ero tornato a Monaco in treno e avevo cercato un posto sicuro dove nascondermi se la faccenda avesse preso una brutta piega.

Ma non era quello l’unico motivo. Avevo bisogno di staccare da quella situazione claustrofobica, dove venivo controllato giorno e notte. Mi conosco bene. Non sono in grado di sostenere lo stress psicologico così a lungo. E poi volevo lanciare un messaggio alla bella “so tutto io” Angela Marino, che aveva delle idee troppo disinvolte e pericolose sull’utilizzo del sottoscritto come infiltrato. Infine dovevo insegnare a vivere alla scagnozza magrolina e stronza di Balakian, che pretendeva di darmi lezioni su come dovevo comportarmi da latitante: un modo per convincere il suo capo che era arrivato il momento di smetterla con i preliminari e incontrarci per poi fotterlo alla grande. Non vedevo l’ora di tornare alla mia vita di bravo e onesto cittadino della Repubblica italiana fondata sul lavoro.

La sopravvivenza è una scienza che potrei insegnare nelle migliori università. L’unico modo per nascondersi con un buon margine di sicurezza in una grande città europea e sottrarsi alla caccia di organizzazioni criminali di alto livello e di sbirri muniti dei mezzi più sofisticati era volare basso. Eliminare l’uso di documenti, bancomat, carte di credito, cellulare. Non alloggiare in hotel, non affittare appartamenti, non comprare o noleggiare auto. E tantomeno frequentare internet. Dovevo tornare indietro di vent’anni.

Il posto sicuro per eccellenza era una stanza da affittare in un’abitazione privata. Ma non una qualsiasi. Da evitare come la peste famiglie e coppie. Da privilegiare donne sole tra i cinquanta e i sessant’anni. In due mattine e due pomeriggi ne avevo selezionate cinque ma solo una, Toska Köhler, aveva superato le prime verifiche.

Vedova da sei anni, in pensione da uno, i parenti più prossimi a un centinaio di chilometri di distanza. Appena entrato in casa avevo osservato sul suo volto le tracce della solitudine e della resa al destino. Era chiaro che dalla vita avrebbe gradito un trattamento diverso e non riusciva a farsene una ragione. La scelta di affittare una camera del proprio appartamento non era una necessità economica, ma un mezzo concreto per spezzare la monotonia, allontanare gli spettri che possono rendere ancora più complicato campare. Mi ero mostrato educato, cortese e leggermente indeciso. Le avevo raccontato di venire da Lugano e di avere bisogno di un appoggio in città per la mia attività di sommelier, l’unica che potevo sostenere in modo credibile grazie alla lunga esperienza alla Nena. L’avevo coinvolta in chiacchiere sui vini della zona e saggiato il suo grado di manipolabilità. Si era rivelata un soggetto malleabile.

Poi avevo fatto il difficile



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