Gli enigmi del suggeritore by Donato Carrisi

Gli enigmi del suggeritore by Donato Carrisi

autore:Donato Carrisi
La lingua: ita
Format: epub
Tags: ebook
editore: Longanesi
pubblicato: 2023-12-05T00:00:00+00:00


21

Eric Vincenti custodiva nel cassetto della scrivania una copia di Moby Dick.

A Mila riusciva difficile immaginare che un uomo che aveva trovato il significato della propria vita dentro il libro di Melville fosse un assassino che strappa i denti alla vittima con l’unico scopo di torturarla a morte.

Il collega del Limbo sosteneva che il romanzo contenesse tutto ciò che c’era da sapere sul loro mestiere, perché Achab cerca la balena bianca esattamente come loro cercavano chi si era perso nell’oceano del nulla. «Ma a volte non capisci chi è il cattivo, il vero mostro di questa storia» diceva. «Moby Dick o il capitano? Perché Achab insiste a cercare qualcosa che non vuole essere trovato?»

Il dubbio sul senso del loro lavoro era riassunto in quella semplice domanda.

L’assassino di Harash «il becchino» era un uomo dotato di un’incredibile profondità e capace di gesti di disarmante gentilezza, come ricordarsi di portarle il caffè ogni mattina quando prendeva servizio al Limbo. E mentre lavorava, teneva una radiolina accesa sul canale di musica lirica a un volume quasi impercettibile e mormorava a bassa voce le arie delle opere. Lo stesso Eric Vincenti che, quando andavano a parlare con i genitori di uno scomparso, conservava sempre in tasca un fazzoletto pulito, nel caso avessero avuto bisogno di piangere. Eric Vincenti che aveva sempre delle caramelle alla menta da offrire. Eric Vincenti che non si arrabbiava mai. Eric Vincenti, lo sbirro meno sbirro che avesse mai incontrato.

«Eric beveva» le confidò a bassa voce Steph. Nel suo ufficio c’era il silenzio accogliente di una chiesa. «Era schiavo dell’alcol.»

«Non me ne sono mai accorta.»

«Perché non era come il marito di Nadia Niverman, che sfogava la cattiveria delle sue sbornie sulla moglie. Eric era fra quelli che io chiamo i professionisti della bottiglia. Gente che sa come ripartire una lenta sbronza di superalcolici nel corso di un’intera giornata, che non lascia trasparire nulla perché in realtà non si ubriaca mai. Anche se ti sembrava un tipo a posto, c’è sempre un tributo da versare al proprio lato oscuro. Tutti indossiamo una maschera per nascondere la parte peggiore di noi. Quella di Eric erano le caramelle alla menta.»

Intanto, fuori dalla porta gli agenti dell’anticrimine portavano via ogni cosa dalla scrivania di Vincenti – tranne la copia di Moby Dick, che anni prima era sparita insieme a lui – nella speranza di trovare una traccia che li conducesse alla casella successiva dell’intricato mistero.

Stavolta non avevano rinvenuto alcun segno che annunciasse un prossimo delitto.

Non era nella cassaforte di Harash «il becchino», né sul suo cadavere. Poteva sembrare una notizia rassicurante e confermare la speranza che fosse finita, ma gli sbirri erano diffidenti per natura. E spesso facevano bene, pensava Mila. Lei, per esempio, si era fidata di Eric e adesso ne pagava lo scotto.

«Nadia è venuta a uccidersi davanti a me, in metropolitana, per lasciarmi l’indizio del dente... perché solo io avrei potuto riconoscere Eric in quel video» constatò Mila con stralunata amarezza. «Ma perché Harash? Che c’entrava un usuraio con Vincenti o



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